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Apertura - Attualità - Idee e opinioni - Politica - 30 Novembre 2012

Elezioni regionali: si vota il 10 e 11 febbraio 2013. All’orizzonte si ripropone il duello tra Iorio e Frattura

di PASQUALE DI BELLO

Il governatore del Lazio, Renata Polverini, ha indicato per il 10 e 11 febbraio 2013 la data delle elezioni regionali del Lazio. D’accordo anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Impossibile che il Governo a questo punto possa stabilire una data diversa. Anche per il Molise si va quindi verso il turno unico anticipato. L’accelerazione sulla data porta verso una riproposizione dello scontro Iorio – Frattura per la presidenza della Regione.

Forse ci siamo. Forse. Le elezioni regionali si accorciano esattamente di un mese rispetto alla data abbozzata dal Governo: si passa dal 10 e 11 marzo al 10 e 11 febbraio 2013. A sbloccare la situazione c’ha pensato il governatore del Lazio, la dimissionaria Renata Polverini, che Statuto alla mano ha indicato la data. A ruota è seguita una dichiarazione di Roberto Formigoni, governatore lombardo anch’esso dimissionario, che si è detto assolutamente d’accordo con la scelta della Polverini. Sarà difficile che adesso il Governo, che peraltro aveva indicato esso stesso in prima battuta i due giorni di febbraio, possa optare per un’altra data anche se Monti, more solito, ha fatto lo stoccafisso in barile: “Non ho ancora parlato con la Cancellieri”, ha detto.

Chi invece ha esultato a botta calda è stato Antonio Di Pietro: “Finalmente, era ora! – ha commentato – Ci sono volute due sentenze della magistratura e un richiamo ufficiale per avere la data delle elezioni nel Lazio. Adesso il governo sia conseguente e fissi, nella stessa giornata, anche le consultazioni per la Lombardia e il Molise. E’ una richiesta che faremo formalmente con un’interrogazione urgente all’esecutivo, come abbiamo gia’ fatto in passato presentando altri atti ispettivi in Parlamento”. Pronti al voto immediato i sono detti anche Iorio e Frattura.

L’auspicio di Tonino Di Pietro è facile che diventi una concreta realtà, essendo impensabile che per il Molise si possano ipotizzare soluzioni diverse. Si torna quindi al periodo dell’anno più nefasto quanto a condizioni atmosferiche e con un pericolo concreto di neve e gelo che potrebbero far crollare la partecipazione e favorire l’astensionismo. Tuttavia a rendere incandescente il clima ci penseranno partiti e coalizioni che a questo punto dovranno necessariamente scaldare i motori. Di certo salteranno le paventate primarie del centrosinistra e di certo ai blocchi di partenza ci sarà una riproposizione dello scontro Iorio – Frattura. Insieme a loro, certamente, il candidato del Movimento 5 Stelle e qualche outsider proveniente dalla platea dei malpancisti che vanno da Romano a Di Lisa.

Il dato più significativo di questo anticipo di un mese è che sia centrosinistra che centrodestra non hanno più tempo tempo, pur avendone qualcuno la voglia, di costruire una leadership alternativa a Frattura e Iorio. Impossibile, tra le altre cose, che si metta mano alla legge elettorale. Si tornerà quindi a votare con l’attuale sistema, con tanto di voto disgiunto e listino. Insomma, l’orologio torna esattamente a ottobre 2011 e l’esito che si profila a questo punto è tutto da decifrare. Frattura è indebolito dalla diaspora di Costruire democrazia ma è pur vero che Iorio è al minimo storico della popolarità e in caduta libera. Bisognerà quindi capire quali capacità avranno i due contendenti di coagulare consenso attorno alle proprie candidature, un dato che andrà via via definendosi nelle prossime settimane. Al momento, di positivo, c’è che potrebbero cessare tarantelle e minuetti in entrambi gli schieramenti. L’ulteriore anticipo elettorale impone a tutti un minimo di responsabilità e serietà. Ingredienti che ci pare manchino in modo copioso dal dibattito politico molisano.

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