Primo ko in consiglio comunale per Antonio Di Brino che ha incassato il colpo, ancora una volta dal suo stesso partito, il Popolo delle Libertà. La granitica maggioranza di centrodestra è andata sotto su un emendamento al Bilancio proposto dai Popolari Liberali di Remo Di Giandomenico che chiedevano di spostare 10 mila euro a favore del mantenimento dell’ufficio del giudice di pace di Termoli, argomento che nei giorni scorsi ha scatenato una polemica all’interno della maggioranza per il mancato impegno del sindaco, che nel suo intervento in aula ha spiegato le sue ragioni, l’assenza di delibere da parte degli altri comuni e un coinvolgimento che poteva essere più incisivo dell’ordine degli avvocati. A nulla sono serviti i tentativi del sindaco di spiegare che nell’assestamento di bilancio non si possono proporre emendamenti e che dunque votarlo sarebbe stato inutile. Ma i consiglieri hanno proseguito per la loro strada.

Annibale Ciarniello del Pdl e Stefano Perricone di Molise Civile hanno votato insieme alla minoranza a favore dell’emendamento, mentre in cinque Rinaldi, De Fenza e Roberti del Pdl e Camaioni e Ragni dell’Udeur si sono astenuti. Con 12 voti favorevoli e 11 contrari l’emendamento è passato. Si tratta comunque di un segnale lanciato al sindaco dalla maggioranza. E non è la prima volta, già lo scorso maggio il suo partito aveva letto durante un assise un documento che suonava come una bocciatura all’operato del sindaco e della giunta arrivati ormai a metà mandato, con un lungo elenco di urgenze e obiettivi mancati. Ora un nuovo atto del malcontento crescente e diffuso nel centrodestra, alimentato anche dalla recente nomina del nuovo assessore all’Ambiente Augusta Di Giorgi, che nel consiglio di ieri ha fatto il suo debutto.

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