Di Michele Mignogna

Dei quattordici Comuni del cratere sismico solo due, San Giuliano di Puglia e Casacalenda, hanno avuto le scuole ricostruite, in tutti gli altri comuni, gli studenti degli istituti comprensivi, fanno lezione nei prefabbricati. Senza contare le scuole ricostruite in questi anni con i fondi per il sisma, nei comuni che il terremoto l’hanno visto solo in televisione, un esempio di come si possa avere il coraggio di tenere centinaia di bimbi in spazi angusti e ambienti malsani, infatti, solo pochi comuni hanno eseguito negli anni la manutenzione delle strutture prefabbricate, negli altri comuni invece le amministrazioni se ne sono completamente disinteressati. Una storia di ordinaria molisanità.

Pochi giorni fa, nel prefabbricato che ospita le scuole elementari di Larino si è staccato un lampadario che per un soffio, anzi visto che si tratta di bimbi possiamo dire per miracolo, non è finito in testa ad un bimbo con il banco proprio sotto al lampadario, immediatamente arrivano i bidelli, lo rimettono al soffitto alla meno peggio, e via. Nessuno ha chiamato né il Comune di Larino né tanto meno un elettricista per capire l’entità del danno, meglio nascondere insomma, che ammettere il fatto che i prefabbricati che si trovano nei comuni terremotati e che ospitano le scuole sono ormai vecchi e senza nessun tipo di manutenzione. Il Comune di Larino sta realizzando in questi mesi la scuola Novelli, del Centro Storico di Larino, con una spesa di oltre un milione di euro, e che con ogni probabilità potrebbe essere pronta già alla fine del 2013 inizi 2014.

Infatti, dei quattordici comuni che costituiscono il cratere sismico, solo San Giuliano di Puglia, dove la ricostruzione è stata gestita direttamente dalla Protezione Civile, e Casacalenda, che solo per caso, è il comune di provenienza dell’ex sub commissario alla ricostruzione Nico Romagnuolo, hanno avuto le scuole ricostruite in tempi brevi, per il resto si è ancora in fase di progettazione e solo in alcuni casi si stanno preparando le gare d’appalto per iniziare la ricostruzione, con i tempi che vanno dai trecento cinquanta giorni lavorativi ai mille e duecento giorni, insomma Larino, Rotello, Santa Croce di Magliano, Bonefro e Colletorto devono aspettare ancora anni affinché le scuole vengano ricostruite.

Il viaggio del giornaledelmolise.it inizia da Rotello, qui tutto l’Istituto Comprensivo, vale a dire, scuole dell’infanzia, elementari e medie, si trovano alle spalle del Comune, la zona che dieci anni fa fu individuata per “piazzarci” i prefabbricati, case per i cittadini e ovviamente le scuole. Nel 2008, l’allora Ministro ai Lavori pubblici Antonio Di Pietro, stanziò una serie di finanziamenti proprio per ricostruire le scuole ed alcune infrastrutture nei comuni del cratere, e a seguito di questi finanziamenti il comune al comune di Rotello toccarono un milione e seicento cinquantamila euro, somma con la quale si sarebbe ricostruito tutto l’istituto comprensivo, ma nel 2010, due anni dopo, il Commissario alla ricostruzione Michele Iorio, per velocizzare la ricostruzione delle abitazioni n classe A, decise di “definanziare” proprio le scuole, togliendo cosi ai sindaci i fondi che il Ministro Di Pietro aveva erogato con la promessa che non appena disponibili altri finanziamenti sarebbero stati di nuovo disponibili, e cosi è stato, solo che ad oggi il sindaco di Rotello ha a disposizione un milione e quattrocentomila euro che non sono sufficienti a ricostruire l’intero istituto, e i lavori dovrebbero partire il prossimo mese di febbraio. Proseguendo arriviamo a Santa Croce di Magliano, anche qui le scuole sono ormai da dieci anni in prefabbricati posizionati all’uscita del comune, anche qui l’intero istituto comprensivo, si trova nei prefabbricati, che lo stesso Sindaco Alberto Florio, definisce come “molto sicuri e soprattutto comodi”, evidentemente non ci passa le giornate e gli anni. Al Sindaco di Santa Croce oggi occorrono almeno tre milioni di euro per ricostruire le scuole, Di Pietro invece con il comune fortorino fu molto generoso, assegnandogli addirittura sei milioni di euro, anche per altre opere e infrastrutture.

Colletorto invece oggi ha un decreto di rifinanziamento di circa quattro milioni di euro, e a dire il vero il comune di Giovanna D’Angiò, è abbastanza avanti nelle pratiche per la ricostruzione della scuola, infatti, solo pochi giorni fa sono state aperte le buste, della gara d’appalto, per verificare la correttezza dei documenti, e secondo il Sindaco Fausto Tosto, il prossimo anno potranno iniziare i lavori, “per una durata massima di cinquecento giorni” ci tiene a sottolineare il Sindaco. Stessa situazione anche a Bonefro, il comune forse più penalizzato nella ricostruzione delle abitazioni per tutta una serie di motivi, sono però riusciti a ricostruire almeno le scuole per l’infanzia, mentre per le elementari e le medie con ogni probabilità, già nella prossima primavera, sarà pronto lo stabile che le accoglierà, il tutto con un costo abbastanza contenuto, un milione e duecentomila euro circa, per due strutture.

Ma come d’abitudine ormai, non poteva mancare il paradosso, una scuola cioè, in ricostruzione, che costa un milione di euro, ma che con ogni probabilità non verrà nemmeno aperta perché mancano gli studenti, parliamo di Montelongo, dove ci sono sei, si solo sei, bimbi che frequentano le scuole primarie, e sono divisi tra le scuole di Larino, San Giuliano e Rotello, ed essendo uno dei comuni più piccoli del Molise, quattrocento abitanti circa, di cui una netta maggioranza di anziani, è praticamente a nascita zero, sarebbe interessante capire come sarà mantenuta la scuola. Insomma, sono state ricostruire scuole, con i fondi del sisma, in alcune zone in cui il terremoto lo hanno visto solo in televisione, mentre i comuni più colpiti ad oggi, non sanno quando avranno le scuole ricostruite, e in che misura.

Potrebbe interessanti anche:

Ferrazzano, petali di fiori e una canzone di Irama per l’addio a Marco Di Palma

Petali di fiori sulla strada per l’ultimo viaggio nel suo paese. Ferrazzano ha salut…