Domani a Campobasso i sindaci si riuniranno per approvare il Piano di dimensionamento contestato dai sindacati e dalle scuole.

Resteranno quaranta le scuole autonome in provincia di Campobasso rispetto alle 60 di oggi, una volta approvato il nuovo piano di dimensionamento, mentre a Isernia si è già passati da 22 a 14. Domani si riuniranno nella sede della Provincia di Campobasso i sindaci dei comuni che si apprestano a votare il nuovo strumento, ma non senza polemiche.

A sollevarle è la Cgil che critica l’individuazione di 10 mega scuole con oltre mille alunni a Termoli, Santa croce di Magliano, San Martino in Pensilis, Bojano e Campobasso, ma nello stesso capoluogo di regione sono previste sia scuole di 600 alunni e altre di 1300. Insomma, secondo la Cgil non è un modo omogeneo di costituire la rete scolastica sul territorio e non si tiene in considerazione gli istituti situati in aree montane e in quelle geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.

Il segretario della Cgil scuola Sergio Sorella, inoltre, sottolinea come gli istituti omnicomprensivi dovrebbero rappresentare delle eccezioni, ma nella provincia di Campobasso se ne prevedono addirittura sette. Anche diverse scuole contestano il nuovo piano di dimensionamento e tra queste c’è l’Istituto comprensivo Francesco Jovine di Campobasso. “Riteniamo questa ripartizione ingiusta”, affermano i rappresentanti dei genitori, insieme all’associazione di quartiere San Giovanni e alla stessa dirigente scolastica, Anna Gloria Carlini.

Proteste arrivano anche dal liceo classico Mario Pagano di Campobasso che rischia di perdere la presidenza, anche se sono arrivate rassicurazioni nelle ultime ore. A questo punto, però, non ci sono più margini per intervenire e domani il Piano di dimensionamento sarà messo ai voti. L’ultima parola, però, spetterà al Consiglio regionale che dovrà dare il via libera definitivo al documento. Vista la situazione politica in atto, sarà comunque difficile che l’assemblea di Palazzo Moffa possa approvare il Piano prima delle prossime elezioni regionali. La rete territoriale della scuola potrebbe quindi restare come è adesso almeno per un altro anno.

 

 

 

 

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