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martedì, Aprile 16, 2024

Isernia, anarchia comunale

QDIsernia, anarchia comunale

Niente di nuovo a Palazzo san Francesco, come anticipato, proprio da Telemolise, sabato scorso, l’unica cosa certa è che il consiglio dovrebbe essere convocato per il 24 novembre, ovvero per il prossimo sabato mattina, pena la nuova decadenza del consiglio superstite, per mancato rispetto dei termini di convocazione.

Ma sul nome e sull’identità di chi sarà invitato in aula e di chi convocherà il consiglio c’è ancora buio fitto, o meglio una nebbia interpretativa che lascia aperte numerose porte. Può essere Ugo De Vivo, come sindaco eletto, ma potrebbe anche essere Raimondo Fabrizio in qualità di consigliere più votato che dà vita ad una seduta in seconda convocazione.

Ma vediamo di fare ordine nel marasma generale, considerando il fatto che attualmente Ugo De Vivo, immeritatamente e suo malgrado, è oggetto di pressioni fortissime da parte di tutti i protagonisti di questa specie di teatro dell’assurdo che sta andando in scena a Isernia.

Attualmente tutti lo minacciano di denuncia: gli esodati, o dimissionari, per i quali De Vivo ha l’obbligo di riconvocarli, visto che c’è la sentenza del Tar; idem i 17 primi non eletti, che lo denunceranno se non li convocherà al posto dei dimissionari. Infine, ultimo ma non ultimo, lo sta minacciando di denuncia anche Giovancarmine Mancini pronto ad accusare De Vivo di non fargli esercitare il suo mandato da consigliere comunale.

In pratica il povero De Vivo, che ha commesso l’unico peccato di farsi eleggere sindaco di una città dilaniata e divisa, è oggetto di pressioni davvero inaudite e oramai fuori da ogni contesto di civiltà e rispetto dei ruoli e delle funzioni.

Qualunque cosa farà, verrà diffidato, denunciato e, probabilmente, sanzionato.

Una cosa assolutamente incivile e anormale, segnale di una profonda patologia del tessuto sociopolitico isernino, ma anche di una normativa confusa e disordinata che non chiarisce le linee di condotta nel caso dell’anatra zoppa.

In conclusione, tornando all’inizio, il consiglio verrà convocato, ma la nebbia continua ad avvolgere tutto e non è escluso che De Vivo faccia un gesto clamoroso, come quello delle dimissioni date di fronte a prospettive di ingovernabilità e confusione istituzionale. E tutto ciò, per essere onesti fino in fondo, era stato paventato dai 17 dimissionari, quando si dimisero, parlando di impossibilità a governare la città di fronte a un’amministrazione spaccata in due: sindaco da una parte e maggioranza dall’altra.

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