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martedì, Aprile 16, 2024

Indotto Fiat, alla Proma di Pozzilli torna l’incubo della cassa integrazione

QDIndotto Fiat, alla Proma di Pozzilli torna l'incubo della cassa integrazione

Si è parlato della situazione della Fiat, ma soprattutto delle ripercussioni che avrà sull’indotto durante l’assemblea organizzata dalla Fiom nello stabilimento della Proma Ssa, nel nucleo industriale di pozzilli. Se n’è discusso con Michele De Palma, responsabile nazionale del gruppo Fiat per il sindacato metalmeccanico: “Siamo molto preoccupati per gli operai della Proma Ssa – ha detto – perché l’azienda di Pozzilli lavora soprattutto per Pomigliano e per la Panda. I volumi di produzione promessi da Marchionne non ci sono stati e inevitabilmente ne risentirà anche l’indotto. È il caso che le istituzioni intervengano: il settore dell’automotive occupa oltre un milione di persone in Italia”. L’azienda di Pozzilli impiega oltre 250 dipendenti. Da un paio di giorni sono rientrati in fabbrica dopo un periodo di cassa integrazione, ma già si parla di un nuovo stop forzato: “Le notize che ci arrivano dai colleghi di Cassino e Pomigliano – dice Nicandro Iannarelli, rsu Fiom alla Proma Ssa – non sono incoraggianti. Si parla di un nuovo periodo di cassa integrazione già a fine mese. Si lavorerà pochissimo anche a dicembre. Significa che lo stipendio si ridurrà notevolmente. Per noi operai sarà un Natale molto triste”. Al nucleo industriale di Pozzilli non soffre solo la Proma. Il dramma del lavoro che non c’è riguarda quasi tutti: “Il nucleo di Pozzilli – afferma Giuseppe Tarantino, segretario regionale della Fiom – sta morendo nell’indifferenza generale della politica. In questi anni abbiamo chiesto la convocazione di diversi tavoli per rilanciarlo, ma si sono ottenuti solo ammortizzatori sociali. Il settore metalmeccaninco sta morendo, insieme a tanti posti di lavoro”.

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