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lunedì, Aprile 15, 2024

ASREM, “per avere gli atti aziendali, devo pagare” la denuncia di Salvatore Ciocca

RegioneASREM, "per avere gli atti aziendali, devo pagare" la denuncia di Salvatore Ciocca

Siamo all’assurdo: forse all’Asrem immaginano di poter colmare il deficit attraverso il pagamento delle fotocopie necessarie per far fronte alle legittime richieste di accesso agli atti!!!!

 

E’ quanto si evince dalla prima risposta alla mia richiesta datata 10 ottobre 2012: secondo la dirigenza Asrem per accedere alle informazioni di cui ho necessità – in forza del mio ufficio istituzionale – devo recarmi, con tanto di documento d’identità, nella sede di via Petrella, dal martedì al venerdì con un orario da concordare; devo farlo nei prossimi venti giorni altrimenti scade infruttuosamente il termine e devo pagare le copie degli atti richiesti tramite versamento sul conto corrente dell’Asrem specificando la causale “rimborso costi accesso agli atti”.

 

All’Azienda Sanitaria della Regione Molise funziona così, a dispetto delle regole statuite all’articolo 103 del Regolamento che cita testualmente: “in esenzione di spese il consigliere ha diritto di ottenere, con la massima sollecitudine, copia degli atti amministrativi e anche di quelli intermedi e preparatori”.Sempre lo stesso articolo specifica che “i consiglieri possono richiedere agli uffici della Regione e degli Enti dipendenti notizie e informazioni utili all’espletamento del mandato. A tal fine i funzionari della Regione o di Enti o di Aziende da esse dipendenti, che abbiano anche di fatto la responsabilità di un servizio, su richiesta anche verbale, di un Consigliere regionale sono tenuti a fornire notizie o informazioni  ai sensi e per gli effetti del comma precedente. Il consigliere ha diritto di libero accesso agli Uffici e può prendere visione degli atti cui è interessato”. (Capitolo XV – Del diritto d’informazione – Regolamento interno dell’assemblea regionale pubblicato sul B.U. numero 10 del 1985)

 

Quindi il legislatore ha disposto che, attraverso gli uffici dei consiglieri regionali,  espressione della volontà degli elettori, si possa avere contezza degli atti e delle scelte compiute dalla Regione e dagli Enti dipendenti.  Come l’Asrem, del resto.

 

Un atteggiamento di ostilità, quello evidenziato dall’Azienda Sanitaria, che forse discende da altro: l’aver richiesto lumi sul comportamento messo in piedi in questi mesi dalla triade aziendale, a rischio rimozione così come da procedimento avviato già dal commissario Filippo Basso.

 

Nella richiesta di accesso agli atti che ancora risulta inevasa nonostante sia passato oltre un mese dall’invio, chiedevo di conoscere gli atti che hanno autorizzato l’esodo incentivato del personale e i compensi versati a fronte di tale provvedimento; leeventuali indennità aggiuntive corrisposte alla triade aziendale e gli atti relativi ai comandi autorizzati dal 2009 ad oggi.

 

Argomenti questi tutti oggetto delle contestazioni evidenziate dai tecnici ministeriali che hanno valutato gli adempimenti della Regione Molise in relazione al Piano di rientro dal deficit nel verbale relativo al Tavolo tecnico del 20 luglio scorso.

 

A fronte di queste prescrizioni (come si ricorderà la Regione non presentò i dati richiesti nei tempi previsti), assieme ai colleghi  Paolo di Laura Frattura e ai consiglieri dell’Italia dei Valori ho presentato una articolata interrogazione al presidente Michele Iorio e all’assessore alla Sanità Filoteo Di Sandro.

 

La risposta dell’Asrem, pervenuta oggi a distanza di oltre un mese dalla richiesta di accesso agli atti, lascia basiti.

 

E’ evidente che la documentazione da me richiesta potrebbe essermi recapitata anche sotto altra forma, ad esempio su supporto informatico. Pratico, veloce, con costi ridottissimi e senza spreco di carta, toner e energia elettrica!!!!

 

Ad ogni modo sarà mia cura inviare all’Asrem, per le imminenti festività natalizie, una fornitura di carta formato A4 se questo potrà servire ad ottenere le informazioni che l’Azienda è tenuta a dare.

Resta un ultimo dubbio: se è così complicato, per un consigliere regionale, ottenere informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento del proprio mandato, cosa accade quando le richieste arrivano da semplici cittadini?

 

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