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sabato, Aprile 13, 2024

Prostituta brasiliana uccisa a Isernia, la Cassazione conferma: il colpevole è Fortini

RegioneProstituta brasiliana uccisa a Isernia, la Cassazione conferma: il colpevole è Fortini

É stato Ignazio Fortini a uccidere Marinalva Costa e Silva, la brasiliana di 48 anni trovata senza vita in un monolocale del centro storico di Isernia la sera del 7 marzo del 2008. Lo ha stabilito la prima sezione penale della Corte di cassazione. Il collegio – presieduto dal giudice Severo Chieffi – ha dunque confermato i 18 anni di condanna inflitti dalla Corte d’assise d’appello di Campobasso. Il geometra di Letino – che oggi ha 28 anni – dovrà scontare altri 14 anni di carcere. La sentenza è definitiva. Il caso potrà essere riaperto solo in presenza di nuove prove. L’impianto accusatorio era logico, costruito ottimamente – ha ammesso Gennaro Pecoraro, avvocato di fiducia di Fortini – ma a suo avviso meritavano maggiore attenzione gli elementi a favore dell’imputato. Per il legale del foro di Napoli, ad esempio, sarebbe stata necessaria una nuova e più approfondita consulenza per tentare di stabilire con precisione l’ora della morte della brasiliana. L’arco di tempo di 12 ore evidenziato dalla perizia voluta dalla pubblica accusa è troppo ampio per poter affermare con certezza che Fortini fosse nel monolocale di vico Belvedere nel momento in cui Marinalva fu uccisa. Per l’avvocato Pecoraro è contraddittoria anche la fase successiva al delitto. Se è vero che Fortini per la fretta di scappare lasciò nel locale il mozzicone della sigaretta fumata e il profilattico utilizzato per il rapporto, allora è anche vero che non avrebbe neanche avuto il tempo di rubare soldi, gioielli e quel telefonino che dopo alcune settimane fu regalato a colei che dall’accusa è considerata la ex fidanzata del giovane di Letino. Ma per la Suprema corte gli indizi di colpevolezza raccolti dagli inquirenti sono inequivocabili, non lasciano spazio ad alcun dubbio: Fortini – ha sempre sostenuto il pm Mattei – uccise la brasiliana in seguito a un litigio sul prezzo della prestazione appena consumata.

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