Era la sera del 29 aprile e Simona Bizzarro dopo aver passato qualche ora a San Martino per la festa delle Carresi stava tornando a casa quando sulla Provinciale 40 che collega San Martino a Portocannone, è uscita fuori strada morendo sul colpo. La responsabilità di quella morte, secondo l’avvocato Michele Sodrio del foro di Foggia, che difende la famiglia di Simona, è di alcuni dipendenti e funzionari della Provincia di Campobasso, colpevoli di non essersi occupati della sicurezza di quella strada, senza segnaletica e senza guardrail.
In Procura a Larino è stata presentata una denuncia contro l’ente e ora ci si augura che ci sia un processo. La Lancia Y della ragazza quella sera uscendo fuori strada finì prima contro un muretto di cemento che delimita la carreggiata, per poi essere colpita in pieno da un’altra auto che sopraggiungeva e che non era riuscita a evitare l’impatto. Ad accompagnare la denuncia c’è una perizia tecnica affidata a un ingegnere che ha accertato che la curva dove è morta Simona non è segnalata e che, a ridosso del muretto, non c’è il guardrail.

La famiglia è convinta, sulla base dei rilievi della perizia, che se ci fosse stato il guardrail Simona non sarebbe morta, e chiede alla Procura di Larino di perseguire per omicidio colposo quei funzionari assenti e negligenti, che non hanno garantito la sicurezza della strada. Ma la denuncia va oltre le stanze della Procura e arriva, all’opinione pubblica, facendo notare che da quel drammatico incidente nulla è cambiato. La curva non è ancora segnalata e il guardrail non è stato installato e che dunque qualcosa di drammatico, su quella strada, può ancora succedere.

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