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giovedì, Giugno 20, 2024

Arsenale scoperto a Termoli: revocata la protezione al boss Ferrazzo

AttualitàArsenale scoperto a Termoli: revocata la protezione al boss Ferrazzo

Per anni è stato a capo di una delle cosche più violente del crotonese. Fino a quando nel 2000, arrestato per traffico di armi e con alle spalle già diversi omicidi, decide di collaborare con la giustizia. Diventa un pentito e viene inserito nel programma di protezione. Ma in realtà Felice Ferrazzo, boss calabrese, con il mondo della ‘ndrangheta non ha mai davvero rotto. Lo testimonia l’arresto del figlio Eugenio, nel 2011, in una garage di San Salvo trasformato in una raffineria di droga. Era il periodo in cui Eugenio viveva a Campomarino, e in cui stando – alle rivelazioni del pentito Bonaventura – la città sotto copertura in cui si trovava il boss Felice era proprio Termoli.

Ma a confermare che i rapporti con la ‘ndrangheta, Ferrazzo li portava avanti anche, nonostante lo status di pentito, fu la scoperta di un’arsenale in un garage di via Mazzini a Termoli. La polizia trovò una Daewoo zeppa di armi, kalashnikov, pistole, silenziatori, giubbotti antiproiettile, munizioni, per un valore superiore ai centomila euro. Le indagini accertarono che il garage era nella disponibilità proprio di Felice Ferrazzo che fu nuovamente arrestato. Scoperta che portò il Gip di Campobasso con decreto di giudizio immediato a revocare il programma di protezione. Ferrazzo, oggi 57enne, contro il provvedimento fece ricorso al Tar del Lazio che ha confermato la decisione del tribunale molisano.

Dunque l’ex pentito, ora, dovrà trascorrere il tempo che lo separa dal processo per l’arsenale di via Mazzini, senza il sistema di protezione testimoni.

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