Carro dei Giovanotti
(Foto http://fangiivanotti.altervista.org/)

Un anno in un giorno. E’ questo il senso delle tradizionali Carresi del basso Molise, una festa di primavera (come l’ha definita l’indimenticabile professore Michele Mancini) che ogni anno si rinnova come si rinnova la natura. Un continuo ritorno di storia e memoria, di ricordi e suoni di uomini e animali, di spandersi nell’aria di profumi che ogni anno tornano a fiorire a dispetto del tempo che passa. Tre comunità, San Martino in Pensilis (il 30 di aprile), Portocannone (il lunedì dopo la domenica di Pentecoste) e Ururi (il 3 maggio), che da tempo immemorabile ogni anno si danno appuntamento con quel rito ancestrale che unisce religione e folklore che sintetizza in pochi minuti il senso di appartenenza e la comune radice identitaria di un popolo, rischiano di essere cancellate dal calendario della tradizione. Un’ordinanza del ministro della Salute 21 luglio 2011, concernente la “Disciplina di manifestazioni pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati”, sta accesa a miccia corta e potrebbe far saltare in aria queste tre nobili e fiere manifestazioni popolari.

Cerchiamo di spiegare l’arcano. Il ministero della Salute, richiamando la normativa di contrasto verso il maltrattamento degli animali (legge 189/2004) e altre leggi in materia di polizia veterinaria, ha stabilito che tutte le manifestazioni popolari nelle quali vengano impiegati dei cavalli debbano essere espressamente autorizzate da una speciale commissione comunale o provinciale integrata da un veterinario dell’Azienda sanitaria locale e da un tecnico proveniente dalle associazioni nazionali del settore equestre. Questo con l’eccezione di quelle manifestazioni che si tengono all’interno degli impianti  “ufficialmente autorizzati dall’Agenzia per lo  sviluppo  del settore ippico (ASSI),  dalla  Federazione  italiana  sport  equestri (FISE),  dalla  Federazione  equestre  internazionale  (FEI), dalla Federazione italiana turismo equestre  e  trec  (FITETREC  A.N.T.E.)”. Ulteriore eccezioni riguardano “mostre, sfilate e cortei”ma, per quel che riguarda le Carresi, siamo al di fuori da questa previsione.

Carro dei Giovanissimi

Le prescrizioni che la circolare impone (vedi allegato) sono molteplici e vanno dall’età degli animali da impiegare al divieto di gara per i fantini che si siano resi responsabili di maltrattamento agli animali e dell’utilizzo di sostanze dopanti. Tutte norme che nascono dalla necessità di evitare “incidenti  che  mettono  a  repentaglio  la  salute  e l’integrità fisica degli animali nonché l’incolumità dei fantini e degli spettatori presenti” e, a ben vedere, sin qui non vi sarebbero particolari motivi di preoccupazioni. Il discorso si mette invece su un pericolosissimo piano inclinato quando si arriva a leggere l’allegato A della circolare ministeriale: “Requisiti tecnici e condizioni essenziali per la tutela dell’incolumità pubblica e del benessere degli animali”. Si legge, al punto b) di questo allegato: “Il fondo  delle  piste  o  dei  campi  su  cui  si  svolge  la manifestazione deve essere idoneo ad attutire l’impatto degli zoccoli degli equidi ed evitare scivolamenti”. E’ questo il punto critico, poiché in tutte le manifestazioni interessate parte del percorso avviene su un tracciato d’asfalto destinato – chiaramente – non agli animali ma alla circolazione stradale. Questo vale sia per San Martino in Pensilis, che per Portocannone e Ururi che hanno davvero pochissimo tempo per adeguarsi alla normativa. In realtà incontri tra i sindaci dei tre paesi, Facciolla, Mascio e Plescia, ci sono già stati ma la situazione, al momento, è a un punto morto poiché l’intera vicenda si riduce a un fatto economico. La matassa può sbrogliarsi ma solo ad una condizione, che venga adottato un particolare e costosissimo tipo di asfalto che nessuna delle tre amministrazioni, per comprensibili ragioni di bilancio legate alla scarsità di mezzi e ai tagli imposti dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, è in grado di permettersi. Centinaia di migliaia di euro, se non addirittura una somma che potrebbe sforare a conti fatti il milione.

Carro dei Giovani

Che fare? Difficile da dirsi, specie con una Regione e una legislatura in procinto di chiudere. Sarebbe necessario un intervento straordinario, sia a livello regionale che nazionale, tale da garantire le risorse necessarie ad un rapido interventoo, quantomeno, ad assicurare i lavori in un congruo lasso di tempo che consenta, seppure in deroga, il rilascio delle dovute autorizzazioni per il 2013.

Quello della salvaguardia delle gloriose Carresi è un impegno che dovrebbero assumere a chiare lettere tutti i prossimi candidati alla presidenza della Regione Molise e, contemporaneamente, l’attuale compagine parlamentare molisana. Un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, sul da farsi, non sarebbe sprecata anche perché qualcuno a Roma dovrà pure spiegare a chi vive la propria storia e la propria memoria alla periferia dell’impero come si possano tenere insieme la sacrosanta tutela degli animali e l’altrettanta sacrosanta tutela delle tradizioni locali senza stanziare un solo centesimo perché ciò avvenga.

LEGGI L’ORDINANZA MINISTERIALE

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