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sabato, Aprile 20, 2024

Province. Il Governo chiude Campobasso e Isernia, “rottamati” Mazzuto e De Matteis

AperturaProvince. Il Governo chiude Campobasso e Isernia, “rottamati” Mazzuto e De Matteis

Il Governo accelera i tempi sul riordino delle province. Pronto e in approvazione nella prima settimana di novembre il decreto legge che cancella oltre a quella di Isernia anche la provincia di Campobasso. Entrambe verranno riunite nella nuova provincia unica di Campobasso-Isernia. Le amministrazioni in carica verranno commissariate a giugno 2013 con decadenza dei presidenti Mazzuto e De Matteis e dei consigli in carica. Ad annunciare le cocenti novità è stato il ministro della Pubblica amministrazione, Patroni Griffi.

Arrivano, come si dice a Firenze, “al fumo delle candele”, cioè quando la messa è finita. Di chi parliamo? Dell’ineffabile Consiglio regionale del Molise che ieri mattina, mentre il ministro della Pubblica amministrazione Patroni Griffi intonava a Roma il De profundis per le province da cancellare, si è avventurato in una inutile quanto sterile discussione tesa a salvare quella di Isernia. In Consiglio hanno parlato un po’ tutti – e l’unico che ha detto cose sensate ci pare sia stato Michele Petraroia – ma a Roma la provincia stava già nella fase di monitoraggio e verifica del decesso, ovvero attaccata ad un macchinario che per i canonici quarantacinque minuti post mortem rileva un elettrocardiogramma irrimediabilmente piatto. Ieri mattina, appunto, mentre il Consiglieri regionali del Molise pettinavano bambole, la parte della salma nella Capitale è toccata, tra le altre, alla provincia di Isernia. Anzi, a dirla tutta, anche alla provincia di Campobasso, perché anche questa verrà sciolta senza appello. Ad andare a casa non sarà quindi solo il buon Mazzuto ma lo seguirà anche De Matteis. A Luigi e Rosario, l’ultima ditta provinciale del Molise, quasi una barberia dove Luigi insapona e Rosario rade, il pelo e contropelo glielo ha fatto quel gran coiffeur di Mario Monti.

Fuori di metafora, giri di parole e satire, quello che resta sul tappeto è una notizia secca e precisa: chiude la provincia di Isernia e anche quella di Campobasso. Cancellate entrambe e sostituite dalla nuova provincia Campobasso-Isernia, questo sul piano nominale. Sotto quello sostanziale entrambi i due presidenti verranno rottamati e sostituiti da un commissario che gestirà la fase di transizione per poi portare alla nuova elezione degli organi provinciali. Elezione di secondo livello, perché ad eleggere il presidente e i consiglieri provinciali non saranno più i cittadini ma i consiglieri comunali secondo un meccanismo di voto ponderato, con voti quindi assegnati in considerazione della popolazione di ciascun comune.

Quello che è successo in queste ore è una vera e propria accelerazione imposta dal governo Monti sulla fase di riordino. Dinanzi alle resistenze, ai distinguo, alle rivendicazioni territoriali, ai ricorsi a Tar, Consiglio di Stato e Corte Costituzionale, l’Esecutivo ha tirato dritto. Anzi, ha tirato una linea e ha cancellato gli attesi suggerimenti chiesti alle regioni e che sarebbero dovuti pervenirgli entro la giornata del 23 ottobre. Suggerimenti che sono stati superati ancor prima di essere consegnati al destinatario. Il destinatario, in questo caso il Governo, ha già pensato come muoversi, e lo farà attraverso un decreto legge che verrà licenziato nella prima settimana di novembre e successivamente convertito in legge ai primi di gennaio. Con le elezioni politiche in arrivo a primavera, nessuno si metterà di traverso e il decreto diventerà certamente legge, magari accompagnato da una questione di fiducia studiata ad hoc.

A quel punto le province che saranno da cancellare (Isernia nel nostro caso) saranno cancellate, e quelle che andranno riordinate o ricostruite (Campobasso-Isernia) verranno avviate alla camera a gas del commissariamento. Quest’ultimo verrà disposto, secondo quanto detto da Patroni Griffi, ai primi di giugno 2013. Al momento non è dato di capire se il commissario sarà nominato dal prefetto a sua discrezione o se verranno indicati in quel ruolo dal Governo i presidenti uscenti.

Sta di fatto, in conclusione, che non ci sarà più Isernia né più Campobasso, ma una sorta di Ogm geografico chiamato Campobasso-Isernia; non ci sarà più Mazzuto né De Matteis ma un nome tirato fuori non dal cappello dei cittadini ma dalla tuba dei Consiglieri comunali. Si aprirà quindi una quadriglia inquietante, con amministrazioni che faranno cordate con altre amministrazioni, in una sorta di Monopoli istituzionale che per molti già convinti di avere in tasca il “Parco della Vittoria” si trasformerà nella cocente delusione di una ripartenza dal “Via”.

 

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