Attività commerciali che rischiano di chiudere e nuovi punti vendita che avrebbero molte difficoltà per investire. È una stretta inaccettabile quella del Governo Monti nel settore della somministrazione di alimenti e bevande.

Lo evidenzia la Confcommercio che da Termoli ribadisce le conseguenze negative  dell’articolo 62 di un nuovo decreto che penalizza le imprese e non consente di affrontare senza disagi i gravosi adempimenti previsti.

Esprime amarezza e preoccupazione il presidente dell’associazione di categoria, Fernando Lafratta: “Prima l’accordo per i pagamenti veniva stabilito tra commercianti e fornitori ora è previsto l’obbligo di pagamento entro 30 giorni per le merci deperibili e di 60 giorni per tutte le altre e questo avrà pesanti e inevitabili conseguenze per le imprese del settore produttivo e distributivo”.

Tutto questo – osserva ancora la Confcommercio – avviene in un momento in cui le imprese registrano ancora forti difficoltà per l’accesso al credito bancario e, se non ci saranno una proroga o una modifica del provvedimento, a breve si conosceranno gli effetti del decreto.

“Alcune attività rischieranno la chiusura, e parliamo di bar e ristoranti – ha concluso Fernando Lafratta – in particolare negli esercizi della costa che programmano tutto in funzione dei ritmi dell’estate e di certo in inverno non possono fronteggiare tali adempimenti” .

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