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martedì, Aprile 16, 2024

I giovani in politica sono una risorsa. Parla Davide Vitiello, dei Giovani Democratici

AttualitàI giovani in politica sono una risorsa. Parla Davide Vitiello, dei Giovani Democratici

Mentre la politica regionale è in febbrile attesa della sentenza del Consiglio di Stato, che deciderà se Michele Iorio governerà anche questa legislatura, cresce nel centro sinistra il movimento giovanile del PD, facce nuove, studenti, operai e disoccupati che hanno abbracciato la linea politica di Bersani. Abbiamo incontrato Davide Vitiello, responsabile regionale dei Giovani Democratici del PD, al quale abbiamo chiesto soprattutto cosa pensano di questa Regione, ma soprattutto, qual è la loro ricetta, ammesso che ci sia una ricetta, per aiutare il Molise ad uscire dal guado in cui si trova.

Michele Mignogna

Davide, cosa significa oggi, per i giovani, impegnarsi in politica e farlo con il PD?

L’impegno dei giovani in politica è una necessità se si ha l’ambizione di cambiare in meglio la realtà. I giovani sono portatori di ideali sani, di creatività, passione. Hanno tutti gli strumenti e le conoscenze per poter incidere concretamente nella vita politica.

Impegnarsi nel Partito Democratico vuol dire credere nell’idea di una sinistra moderna, riformista, di governo, adeguata a rispondere alle grandi sfide del nuovo millennio, su tutte le crescenti diseguaglianze sociali, economiche e culturali. Il Partito Democratico, così come i grandi partiti socialisti e socialdemocratici europei e il Partito Democratico degli Stati Uniti, è portatore di una proposta di governo che ha nella redistribuzione della ricchezza, nell’idea di solidarietà fra le forze produttive, nel lavoro, nel riconoscimento dei diritti civili, la soluzione ai disastri causati dal modello neoliberista.

 In Molise cosa state facendo?

Dal 17 Marzo scorso, data del primo congresso regionale dei Giovani Democratici, abbiamo iniziato un percorso di dialogo e confronto continuo con le altre organizzazioni giovanili dei partiti del centrosinistra, con associazioni, movimenti, al fine di avanzare delle proposte concrete su temi di prioritario interesse in particolare per i giovani, a partire dal tema oggi più attuale, quello del lavoro.

 La nostra è una Regione in cui il tasso di disoccupazione è tra i più alti in Italia, certo ricette sicure non ce ne sono, ma secondo te cosa si potrebbe fare e quali i settori da spingere e valorizzare?

La causa di tutti i mali del Molise è il clientelismo,  che ha marginalizzato il merito, le capacità e le competenze. Oggi, dinanzi alla minaccia reale di perdita dell’autonomia regionale conquistata solo nel 1963, è fondamentale una prova di responsabilità da parte della politica, che deve essere capace di rinnovarsi e ricominciare a dialogare con le forze sane della regione.  Bisogna porre fine allo sperpero di denaro pubblico, colpire i privilegi consolidati e amministrare le risorse tenendo in considerazione le grandi priorità, a cominciare dalla riorganizzazione della sanità  molisana, da perseguire attraverso la tutela dei servizi essenziali e delle eccellenze presenti sul territorio. Siamo contrari all’idea di riorganizzazione finalizzata a soddisfare interessi che nulla hanno a che vedere con l’idea di bene comune. Al contempo, bisogna restituire dignità ai Comuni. Essi devono poter tornare a programmare lo sviluppo dei territori con risorse umane ed economiche certe, associando fra loro i servizi essenziali, rilanciando l’occupazione e tutelando l’assistenza nei confronti dei più deboli. E’ indispensabile rimettere in moto l’agricoltura – settore un tempo trainante dello sviluppo del Molise – attraverso l’esportazione dei prodotti di eccellenza e la costituzione di mercati di nicchia, e il turismo, altra grande potenzialità mai sviluppata. Il Molise possiede dei borghi stupendi, un ricco patrimonio ambientale, storico – archeologico ancora sconosciuto in Italia. Per questo occorre investire nella ricettività, nel marketing, promuovere le tradizioni locali, sostenere le cultura cinematografica, teatrale  prendendo esempio da quanto in questi anni è avvenuto nella vicina Puglia.

Solagrital e Zuccherificio, due aziende importanti del Molise sono in situazioni penose, secondo te cosa dovrebbe fare la regione e cosa faresti tu

L’amministrazione e gestione della spesa pubblica per fini clientelari e di consenso ha compromesso due delle più importanti  aziende della nostra Regione. Solagrital e Zuccherificio possono rappresentare ancora punti di eccellenza produttiva per il Molise ma è indispensabile che le due realtà siano amministrate e gestite in modo efficiente ed efficace. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile che la politica e i partiti tolgano le mani dal controllo dei due presidi e che la gestione degli stessi sia affidata  a persone disinteressate e competenti.

Parliamo di ricostruzione, poco tempo fa a Larino avete organizzato un incontro con le realtà emiliane e abruzzesi, da quell’incontro sono venuti fuori dei punti in comune ma anche delle proposte ce le riassumi?

Abbiamo presentato una proposta che pone un obiettivo concreto: ultimare la ricostruzione in Molise nell’arco di un biennio con risorse finanziarie certe. Per far ciò chiediamo la revoca della legge regionale n. 12 del 30 Aprile scorso, istitutiva dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, inutile carrozzone, e proponiamo che siano assicurati ai Comuni gli strumenti necessari, anche favorendo forme di associazionismo e di convenzionamento tra gli stessi, per  la gestione associata all’attività di ricostruzione; o anche assegnando ai Comuni stessi, in base alle proprie oggettive esigenze, il personale tecnico amministrativo delle soppresse Comunità Montane, il tutto in attesa dell’espletamento dei previsti concorsi che potrebbero essere gestiti direttamente dai Comuni.

Soddisfatti del Governo Iorio?

Il Molise e i molisani meritano un governo migliore di quello degli ultimi undici anni. Spero perciò che il Consiglio Di Stato  confermi l’annullamento delle elezioni regionali dello scorso anno e che si torni al più presto al voto perché c’è bisogno di cambiamento che può derivare solo da un blocco sociale di tipo progressista. Qualora il dispositivo del Consiglio di Stato dovesse dare ragione al centrosinistra, noi giovani democratici chiederemo da subito e con tutte le forze che il centrosinistra si presenti unito e compatto alle elezioni e che le liste siano costituite non privilegiando gli interessi dei capibastone ma  privilegiando il merito, le capacità e  competenze. Le liste devono essere aperte al più ampio contributo possibile. Non bisogna in alcun modo avere il timore di confrontarsi. In gioco c’è il futuro della nostra regione.

Cosa faresti per l’Università del Molise?

L’università è una grande risorsa ma essa deve offrire un contributo fattivo allo sviluppo del Molise.

Per incidere non serve solo inaugurare sedi di facoltà  e sfornare laureati. L’università deve inserirsi all’interno del tessuto economico e produttivo per apportare soluzioni ai ritardi che la nostra regione sconta da decenni. Per un giovane molisano è inutile conseguire la laurea in Molise se poi deve essere costretto ad emigrare fuori regione per trovare un posto di lavoro. La funzione dell’università, di concerto con le altre istituzioni, è quella di conseguire uno sviluppo che deve essere prima di tutto occupazionale, sulla base delle risorse e potenzialità espresse dal territorio.

E per il tempo libero dei giovani?

I giovani molisani non hanno né garanzie, né certezze, né tantomeno, tranne rare eccezioni, servizi e spazi di socializzazione di cui disporre. Non bisogna però rassegnarsi , accettare la realtà così com’è o peggio ancora isolarsi socialmente. E’ essenziale al contrario ricercare una coscienza comune, mettersi insieme, dialogare e rivendicare degli spazi di azione e discussione. In poche parole non restare indifferenti a quello che avviene attorno a noi. Il protagonismo dobbiamo conquistarlo  con creatività, determinazione. Sono questi gli strumenti che nessuno potrà mai toglierci.

I Giovani Democratici alle primarie del centro sinistra appoggiano Bersani, per te Renzi non è il cambiamento? E se non lo è cosa rappresenta allora?

I Giovani Democratici hanno deciso a maggioranza di sostenere Pierluigi Bersani nella corsa alle primarie per la candidatura alla presidenza del consiglio dei ministri, nel rispetto delle altre posizioni e candidature emerse. Le elezioni primarie non devono rappresentare un terreno di scontro e di divisione interna al centrosinistra e al Partito Democratico, ma devono essere prima di tutto primarie di idee per il futuro del Paese. Pierluigi Bersani, con coraggio, ha deciso di scegliere la strada della legittimazione popolare e in questi giorni attraverserà il Paese illustrando il suo programma, le cui parole d’ordine sono: lavoro, equità, diritti civili. Per me personalmente Matteo Renzi rappresenta un risorsa e un patrimonio del Partito Democratico. Condivido la proposta di rinnovamento generazionale all’interno del partito ma è del tutto fuori luogo presentarla in un momento nel quale siamo chiamati ad eleggere il futuro premier del Paese. Sarebbe stato più opportuno fare questa battaglia in occasione del congresso del Partito Democratico che si terrà ad ottobre 2013. Credo che è giusto rivendicare il rinnovamento generazionale della politica e dei partiti ma altrettanto ingiusto  generalizzare o peggio ancora estremizzare i toni su un tema così delicato.

Soddisfatti del governo Monti?

Il Governo Monti ha restituito credibilità internazionale al nostro Paese. Sul fronte del risanamento dei conti pubblici al contrario, più che tagliare gli sprechi e combattere la corruzione dilagante, ha preferito attuare una politica depressiva, colpendo quasi esclusivamente i ceti medio bassi. Il Partito Democratico ha assunto un atteggiamento di responsabilità e di lealtà nei confronti dell’attuale Governo ma ora è giunto il momento di restituire le chiavi del paese alla politica. Il PD, al contrario di PDL e UDC, è pronto a governare l’Italia assumendosi la responsabilità che compete al più grande partito italiano. Auspico che il nuovo governo, guidato da Pierluigi Bersani, manterrà fede all’impegno di ridurre le diseguaglianze tra redditi, opportunità e territori, e liberare l’Italia dai vincoli del potere finanziario.

Quali le proposte dei Giovani Democratici per il futuro del Molise?

Stimolare lo sviluppo solidale, l’ auto impresa, la creatività e in quest’ottica crediamo che l’incentivazione della cultura cooperativa sia la soluzione più idonea al raggiungimento di tali obiettivi;  è necessario però che la Regione destini maggiori risorse al settore, oggi in forte crisi anche in conseguenza dell’ultima riforma del lavoro. Potenziamento della rete infrastrutturale del Molise, in particolare della rete viaria e ferroviaria abbandonando l’utopia dell’Autostrada del Molise; valorizzazione dei beni ambientali, paesaggistici, archeologici, sostegno all’economica sociale, all’agricoltura di qualità; wi-fi libero e diffuso su tutto il territorio regionale; infrastrutture efficienti ed integrate. Chiediamo inoltre una nuova legge sull’informazione regionale che tuteli la dignità dei giornalisti e dei professionisti della comunicazione; maggiore sostegno alla cultura e alle politiche in favore dei giovani. Queste sono solo alcune delle idee che proporremo all’interno del cantiere programmatico del centrosinistra.

 

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