Pubblicato: mercoledì 04 dicembre, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Sanità, no a incompatibilità governatore-commissario. La Corte Costituzionale dà ragione alla Regione Molise

Sono giorni caldi per la sanità molisana e la notizia che arriva dalla Corte Costituzionale è di quelle grosse. La Consulta presieduta da Giorgio Lattanzi ha infatti accolto il ricorso della Regione Molise, presentato a febbraio, e di fatto ha bocciato l’incompatibilità tra la carica di Presidente della Regione e quella di Commissario ad acta per la sanità. In sostanza è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 25-septies del decreto legge n.119 che reca disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria, convertito poi nella legge 136 il 17 dicembre 2018. Per i giudici, dunque, è compatibile la carica di governatore con quella di commissario per il rientro del deficit sanitario. Hanno riscontrato violazioni della Costituzione riguardo le attribuzioni riconosciute alla Regione nelle materie di tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica, nonché violazioni del principio di leale collaborazione e sussidiarietà, adottando la soluzione opposta a quella della prossimità del commissario rispetto all’istituto regionale. Denunciata, ancora, la violazione del principio di ragionevolezza, buon andamento della pubblica amministrazione e di affidamento. “La nuova nomina del commissario – si legge nella sentenza – essendo persona terza rispetto all’amministrazione, comporterà per la Regione, nuovi oneri finanziari”. Il che è in contrasto con l’obbligo ad adempiere al piano di rientro delle spese sanitarie. Viene evidenziata anche assenza di qualsiasi concertazione. Il governatore Toma ha sempre contestato, in ogni sede, l’incompatibilità tra la carica di Governatore e quella di commissario.

«Abbiamo condotto una battaglia nell’esclusivo interesse della tutela del diritto alla salute dei molisani ed abbiamo vinto: la Corte Costituzionale – ha commentato il Presidente della Regione Toma –  ha sancito che il presidente della Regione può essere commissario ad acta della sanità».

«Avevamo ragione nel merito e nel metodo: la norma è incostituzionale e – ha continuato –  non poteva essere inserita nel decreto legge in questione. Adesso la partita passa al Patto per la salute, che dovrà prevedere l’obbligo di nominare il presidente di Regione quale commissario ad acta ma, ancor di più, riformare l’istituto del commissariamento e dell’uscita dallo stesso. Grazie a chi ha combattuto con noi questa battaglia. Siamo pronti a recuperare il tempo perduto finora e ad attuare il nostro Piano di risanamento, ed efficientemente, della sanità molisana» ha concluso il Governatore Toma.

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