Pubblicato: mercoledì 06 novembre, 2019 - Tempo di lettura: 4 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Missionario in Brasile, padre Giovanni Murazzo racconta 60 storie di devozione mariana

Un missionario della diocesi di Termoli-Larino

Il Brasile è conosciuto come il paese dei “contrasti”: tanti ricchi, troppi poveri. Un divario che segna anche molte ingiustizie in una terra di missione in cui la Chiesa è impegnata nel servizio incessante di assistenza, aiuto, educazione dei più poveri e in un’opera di conversione di chi non ha problemi economici e vive nel benessere materiale ma non ha ancora conosciuto e accolto il messaggio cristiano, i suoi valori, la bellezza della vita piena.

Parlare dell’amore di Dio in una società complessa come quella brasiliana, e non solo, offre tanti spunti per riflettere, confrontarsi e pregare con intensità grazie anche all’incontro con le storie concrete di devozione e affidamento alla Vergine Maria, guida e riferimento di un popolo.

Da quasi quarant’anni padre Giovanni Murazzo, originario di Palata, è impegnato in Brasile come missionario saveriano. Ha conosciuto le profonde trasformazioni di questo paese, le vicissitudini e le esperienze di tante persone. Sacerdoti, religiosi e religiose, padri e madri di famiglia, giovani, anziani, persone sole che hanno perso tutto e tutti, gli ultimi della società che vivono nella povertà estrema nelle capanne delle favelas e niente più ma meritano grande rispetto e dignità.

Tante vicende rispetto alle quali ogni missionario saveriano è chiamato a fare del mondo “una grande famiglia” nell’opera di evangelizzazione e di accompagnamento alla Fede, a partire da un semplice sguardo amorevole e da un abbraccio sincero.

Da queste storie, dall’incontro con il Signore Gesù Cristo si può dare senso a ogni situazione di vita confidando in una madre sempre vicina, che non abbandona mai i suoi figli: proprio la Vergine Maria.

Madonna della strada – modello di Chiesa in uscita” è il titolo dell’ultimo libro scritto dal missionario che di recente è tornato in Molise tra Palata e Montenero di Bisaccia.

Ritorno in patria ogni tre anni per tre mesi

Padre Giovanni è coetaneo di papa Francesco. Durante questi tre mesi ripete che vuole mettere in pratica l’invito del Papa: “Vivere la cultura dell’incontro per superare la globalizzazione dell’indifferenza”. Ha già visitato quasi tutte le dodici comunità saveriane d’Italia. L’ultima sua tappa è stata la Sardegna.

Dal 24 al 28 e ha visitato i suoi confratelli, missionari saveriani a Cagliari. Ha visitato anche le persone amiche della Scuola Apostolica (Seminario) di Macomer nel nuorese, dove ha passato dieci anni come educatore, insegnante e a servizio dell’animazione missionaria prima di partire per il Brasile. La sua prossima pubblicazione sulla Madonna rappresenta un invito, quello di rimotivarci a convertirci di più e meglio alla devozione mariana.

Come ci ricorda il Vaticano II, la nostra devozione deve avere due “ali”: l’ala della fiducia e l’ala dell’imitazione.

La prima – spiega padre Giovanni – è molto forte, e si concretizza nell’affidamento e nell’invocazione a Maria in ogni momento della vita; l’altra, invece, è più debole e va rafforzata accettando l’invito di Papa Francesco a essere una Chiesa in uscita. Solamente la Madonna ci può aiutare a crescere e a fortificare l’ala dell’imitazione in ogni sfida della nostra vita e nel rapporto con gli altri”.

Il volume fu già pubblicato in e già ebbe la seconda edizione. È stato scritto in commemorazione dei 300 anni di Nostra Signora di Aparecida (patrona del Brasile) e dei 100 anni della Madonna di Fatima Contiene, dunque, sessanta testimonianze del popolo di Dio, non solo sacerdoti e suore, ma soprattutto di laici come catechisti, ministri dell’eucaristia e gente semplice “che ha fede profonda nella Madonna, a volte molto di più di noi sacerdoti” osserva padre Giovanni dopo aver raccolto voci e conosciuto volti con gioia e devozione mariana.

L’invito dell’Arcivescovo di Aparecida

Scrive nella presentazione del libro Dom Orlando Brandes, Arcivescovo di Aparecida: “Il libro di Padre Giovanni, che racconta le esperienze di persone che hanno vissuto una relazione filiale con la Madre di Dio, ci aiuterà a “essere come Maria”. I Missionari Saveriani, seguendo l’esempio del loro fondatore, San Guido Maria Conforti, invocano Maria come Nostra Signora della Strada. Papa Francesco vuole una Chiesa in uscita, in viaggio e in visita permanente. Noi figli e figlie di Maria siamo invitati a lasciare la casa, a lasciare la sagrestia, a lasciare il divano, a lasciare la parrocchia, a lasciare la diocesi, a lasciare il paese per evangelizzare dove viviamo e oltre i nostri confini”.

L’Arcivescovo aggiunge: “Tu, lettore o lettrice, puoi ottenere un grande beneficio spirituale e pastorale per la tua vita, perché questo testo non è un libro di mariologia, ma un’opera che riporta esperienze, – azioni e fatti di fede in relazione a Maria, Madre di Dio e Madre nostra. Il mondo di oggi crede più nei testimoni che nei maestri. La scienza non è sufficiente, ci vuole l’esperienza.

Le parole muovono, gli esempi trascinano. Le idee sono valide se sono pratiche. Abbiamo un eccesso di parole e teorie, ma ciò che veramente convince sono le pratiche, le testimonianze, le esperienze concrete”.

Padre Rosario Giannattasio, superiore regionale dei saveriani si rifà, nel suo intervento, al grande papa mariano, San Giovanni Paolo II e osserva: “’Le Chiese di antica tradizione cristiana devono imparare dalle giovani Chiese’. Il libro di Padre Giovanni sta in sintonia di questo grande principio missionario dell’Enciclica “Redemptoris Missio”. Sento che la lettura di queste testimonianze mariane del popolo di Dio del Brasile possono “riscaldare il cuore” dei lettori della nostra Chiesa italiana”.

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