Pubblicato: sabato 26 ottobre, 2019 - Tempo di lettura: 4 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Triplo salto mortale carpiato con avvitamento… (purtroppo) a destra

di ARMANDO BARTOLOMEO

Benedetto Facebook! Tra cazzeggiamenti vari e fake news, ogni tanto riesci a captare qualche notizia che vale la pena approfondire. Oggi, per esempio, è stata postata la notizia che la deputata eletta in Molise di LeU sembra sia passata nelle file renziane di Italia Viva. E allora? Direte voi, queste sono cose che accadono con tale frequenza che ormai non fanno più notizia.

Sicuramente il popolo distratto e disilluso dalla politica non porge nessuna attenzione a fatti di questo genere, ma le migliaia di cittadini molisani, di sinistra, che erano distanti dalla linea neoliberista del PD di qualche anno fa, e che ancora volevano esprimere il proprio consenso elettorale a una formazione politica distante da quelle logiche, questa mattina si sono trovati immersi in un dramma psicopolitico.

Ognuno è libero di cambiare idea, a chiunque è data la possibilità di ravvedersi – persino Paolo di Tarso fu fulminato sulla via di Damasco – ma questo è troppo! La nostra eroina è riuscita in un salto mortale carpiato con avvitamento a destra(?) da fare invidia all’orgoglio sportivo di noi italiani: Tania Cagnotto. Comunque, a prima vista, la notizia mi sembrava talmente improbabile che subito ho voluto vederci chiaro chiamando alcuni compagni per farmi confermare quanto da me letto ma, soprattutto, ho cominciato a smanettare sul computer per rintracciare qualche dichiarazione della onorevole, per cercare di indagare sulla sua decisione.  Infatti sul blog di “italia viva” mi è comparsa una sua intervista che però, oltre alle generiche giustificazioni del caso, non diceva nulla che potesse squarciare i miei dubbi, nulla che facesse riferimento agli elettori molisani di LeU e, nel contempo,  dare una parvenza di travaglio ideale e politico, tranne un grossolano riferimento  al differente fascino dei due capigruppo (Boschi e Fornaro) che, pare, abbia contribuito a determinare il passaggio.

A questo punto mi sembra giusto ricordare, innanzitutto a me e dopo alla deputata, il sistema elettorale che vige in Italia. Nel nostro Paese si vota con un sistema ibrido (proporzionale con liste bloccate e maggioritario), quindi l’elettore che dà la sua preferenza nel proporzionale vota solo la lista e non può esprimere alcuna preferenze; essendo stata eletta nel proporzionale, a questo punto, gli elettori di LeU avrebbero tutto il diritto di sapere le motivazioni , serie, che hanno indotta la nostra al cambio di casacca. E va bene l’articolo 67 della Costituzione che sancisce che i rappresentanti del popolo in parlamento esercitano la loro funzione “senza vincolo di mandato”, però ci sono dei vincoli morali a cui ognuno deve dare conto. Di conseguenza sarebbero opportune e oneste le dimissioni;  perché appare insopportabile da parte mia e penso anche di tutti coloro che hanno votato a sinistra  rendersi conto che il proprio voto è servito a dare forza a un’idea politica a noi molto lontana. Posso, inoltre, capire il posizionamento personale per una futura carriera politica ma sarebbe bene lasciarne fuori i terzi che sono gli elettori che hanno reso possibile questo improvviso e imprevisto sogno.

Purtroppo la Sinistra molisana è figlia di un dio minore,già qualche volta è successo che elegge i propri rappresentanti per dopo trovarseli in un altro schieramento, però è anche inutile piangersi addosso se la causa dei propri mali alberga innanzitutto in se stessi. La paura atavica della sinistra molisana  è non fidarsi dei propri uomini facendo così ricorso, molto spesso, a persone estranee alle proprie pulsioni politiche e alla propria tradizione ideologica. Le gelosie interne, la pratica del “meglio un altro che il mio competitor interno” ci ha portati ai disastri che viviamo attualmente. E’ arrivato il momento che i cosiddetti  grandi dirigenti della schiatta dei “Solone” che hanno affollato la Sinistra molisana dovrebbero fare “mea culpa” e capire, una buona volta per sempre, che le alchimie politiche non fanno più breccia nell’elettorato, la gente ha aperto gli occhi oppure non va a votare e, quei pochi che ci vanno, sono pure ingannati dalle loro dissennate decisioni.

Per concludere vorrei che l’onorevole non me ne voglia e capisca che non è una questione personale e di gusti politici, anche se l’onorevole ha dimostrato di essere di bocca buona, ma di rispetto e coerenza; i gusti lasciamoli ai sommelier e ritorniamo al vero significato delle parole:onorevole, colui che è degno di onore

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Il Giornale del Molise - reg. Tribunale di Campobasso n. 269 del 11/10/2001- Editoria: Editoria Innovazioni Sviluppo srl - via San Giovanni in Golfo ZI - P.IVA 01576640708
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