Pubblicato: lunedì 21 ottobre, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Nido di tartarughe a Campomarino: numerosi esemplari salvati, “scoperta eccezionale”

E’ stata una donna a scoprirlo qualche giorno fa durante una passeggiata in spiaggia con il suo cane, vedendo delle piccole tartarughe che cercavano di raggiungere il mare. Poco più in là c’era il nido, della specie Caretta caretta, la più comune del mar Mediterraneo. Siamo a sud di Campomarino, in un tratto di spiaggia libera, lontano dagli uomini, dove di sera c’è il buio totale. Qui mamma tartaruga ha deciso di deporre le sue uova, circa una sessantina, in maniera tardiva rispetto alla consuetudine che vuole che la deposizione ci sia a giugno e la schiusa a fine agosto. Alcune tartarughine sono riuscite a raggiungere il mare, altre non ce l’hanno fatta, almeno 14. Dal momento del ritrovamento sul posto è stato allestito un piccolo campo, coordinato dagli esperti del Centro Studi Cetacei di Pescara, in collaborazione con il Comune e con i volontari dell’Anpana, l’associazione per la protezione degli animali, della natura e degli ambiente. Qui, a metà strada tra mare e dune, sono concentrate le attenzioni di tutti, giorno e notte, cercando di tenere alta la temperatura del nido che viene letteralmente coccolato. Le fredde temperature della notte sono infatti il principale pericolo per i piccoli esemplari. “Trascorse le 72 ore dalla schiusa abbiamo proceduto all’esplorazione del nido. Abbiamo scoperto una ventina di esemplari già schiusi di cui tre morti, 50 uova da verificare ancora. Questa mattina abbiamo tentato il rilascio degli esemplari vivi, circa la metà hanno preso il mare abbastanza agilmente, l’altra metà invece non ce l’ha fatta. Ora tenteremo insieme alla Capitaneria di rilasciarle direttamente al largo” ha dichiarato Sergio Guccione responsabile del Centro Studi Cetacei di Pescara.  

Tanti i curiosi che sono arrivati in spiaggia per osservare da vicino le piccole tartarughe. Si tratta di una scoperta eccezionale per Campomarino come spiegato dall’assessore all’Ambiente Antonio Saburro.

Tra i vari funzionari e amministratori del Comune presente anche il vicesindaco Rossella Panarese

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