Pubblicato: venerdì 11 ottobre, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Presentato a Roma “Ridare la cicuta a Socrate”, il libro di Adele Fraracci e Antonella Presutti

Nella cornice del circolo ufficiale dell’aeronautica militare a Roma si è parlato di Scuola. Un luogo e una platea inusuali per parlarne? Forse No. La condivisione è avvenuta sul terreno del rispetto delle Istituzioni, tra cui nevralgica è risultata proprio la Scuola, baluardo della Costituzione.

Le professoresse Adele Fraracci e Antonella Presutti ,autrici del pamphlet “Ridare la cicuta a Socrate”, stanno conducendo la loro battaglia culturale e gli ufficiali, si sa , sono gentiluomini e hanno apprezzato le due donne pugnaci. Possono sembrare due don Chisciotte contro i mulini a vento? In verità ieri sono state identificate come due soldatesse che sanno combattere in difesa, fare Resistenza e andare in attacco. La loro idea è innanzitutto quella di Provare che la scuola è fatto politico: deve interessare tutti, in quanto su essa bisogna investire per il futuro della Nazione. Perciò di scuola si può parlare finanche in un contesto militare. Investire nella istruzione in diritti e doveri, vedere la scuola come comunità da salvaguardare, attraverso il filo rosso della Costituzione, la memoria storica, lo spirito critico e i sentimenti , è quanto ieri si è parlato con passione e cordialità . Moderatore il generale Gian Carlo Naldi, interventi dell’ex sottosegretario alla difesa Generale Mario Arpino e del dottor Pier Luigi Celli, scrittore e tanto altro, il quale ha raccontato la sua lunga esperienza di manager in quella bella industria che era la Olivetti, “le cui pareti erano piene di libri a disposizione dei suoi tecnici e operai”. Un esempio di “industria umana”.

Ecco le due “soldatesse” non ci stanno invece a far scivolare la scuola verso la tecnica, il triste destino di semplice agenzia di servizi in cui gli studenti sono ridotti a clienti e finanche di azienda, dove Confindustria, assai distante da quella bella filosofia del lavoro alla Olivetti, “sembra ormai aver aperto sue succursali al Miur”, scrivono le autrici.

Il libello eretico o semplicemente autentico, percorso di frizzante ironia, ha divertito e fatto assai riflettere, sicché la Scuola, in compagnia degli ufficiali gentiluomini e delle due autrici, ieri ha convinto: giù le mani dall’istruzione, vietato dare la cicuta allo spirito critico e al dialogo educativo.

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