Pubblicato: venerdì 13 settembre, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Vice ministri e sottosegretari, Molise escluso. M5s e Pd ai ferri corti per le regionali. Salvini gongola

di GIOVANNI MINICOZZI

L’accelerazione imposta dal premier Giuseppe Conte nei confronti dei partiti alleati Pd, Leu e M5s ha prodotto il risultato sperato e in mattinata il consiglio dei ministri ha completato la squadra di governo con la nomina dei vice ministri e dei sottosegretari dopo una nottata di frenetiche trattative.
Come avevamo ampiamente previsto nessun incarico è stato assegnato ai rappresentanti del Molise, né al deputato pentastellato Antonio Federico, né a un esponente locale del Pd nonostante che la direzione regionale avesse indicato all’unanimità il nominativo del segretario Vittorino Facciolla.
Le designazioni varate dal consiglio dei ministri, su indicazione dei partiti, hanno prodotto malumori e delusione tra gli esclusi, situazione questa che accentua qualche crepa  già presente nella maggioranza di governo.Antonio Federico, che fino all’ultimo ha creduto nella sua nomina, non parla  mentre Vittorino Facciolla dimostra più disponibilità al dialogo:

“Peccato non aver ottenuto una rappresentanza molisana nella composizione della squadra dei sottosegretari -ha detto l’esponente del Pd. Poteva essere l’occasione giusta per dare l’attenzione che merita il nostro territorio. Formuliamo in ogni caso i migliori auguri di ottimo lavoro ai neo nominati” ha concluso Facciolla.

Dunque è stata risolta la rogna dei sottosegretari ma la vera spada di Damocle sul governo Conte riguarda la differente posizione assunta dagli alleati sulla gestione dei migranti e su un ipotetico accordo di coalizione tra Pd e M5s per le prossime elezioni regionali che si terranno nel giro di qualche mese in diverse regioni d’Italia. In sostanza gli esponenti nazionali e i ministri del Pd hanno chiesto ai pentastellati di estendere l’intesa di governo anche nelle regioni a partire dell’Umbria (dove si vota il prossimo 27 ottobre) ma il no dei grillini è stato irremovibile.
Dal canto suo il leader della Lega Matteo Salvini ha sfidato gli avversari ad unirsi convinto di poter vincere in tutte le regioni chiamate al voto.
La previsione di Salvini non si allontana dalla  realtà nell’ipotesi che Pd e M5s affrontino le future elezioni regionali separati o, addirittura, in contrapposizione.
In  caso di sconfitta della maggioranza giallo-rossa però  inevitabilmente sarebbe a rischio la stabilità politica del governo appena nato.

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Per loro lo spettro di Matteo Salvini è dietro l’angolo.

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