Pubblicato: venerdì 06 settembre, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Conte bis, governo regionale isolato. La nuova alleanza Pd-M5s crea ulteriori problemi al centrodestra dilaniato al suo interno

di GIOVANNI MINICOZZI

Il  nuovo scenario politico nazionale  che si è concretizzato con il giuramento del governo Conte bis sostenuto da Pd, Leu e M5s ha, di fatto, spiazzato le manovre di riposizionamento avviate  da qualche mese da alcuni consiglieri regionali. In particolare il presidente del consiglio Salvatore Micone Udc, Armandino D’Egidio Forza Italia e Andrea Di Lucente Popolari per l’Italia,secondo i bene informati, sarebbero stati in procinto di traslocare nella Lega.
Dopo l’autogol della crisi di governo voluta da Matteo Salvini,ora relegato all’opposizione insieme a Forza Italia e a Fratelli d’Italia,  i tre esponenti politici molisani avrebbero bloccato le manovre in corso anche per effetto dei sondaggi negativi a discapito del consenso per il Partito di Salvini. Peraltro se il Conte bis dovesse riuscire nell’intento di approvare una buona legge finanziaria bloccando, la clausola dell’aumento dell’Iva e tagliando le tasse per rilanciare i consumi degli  italiani, per la Lega sarebbe difficile risalire la china.
Non va meglio per l’esecutivo regionale guidato da Donato Toma che ha perso, di fatto, tutti i rapporti con i ministri costruiti faticosamente attraverso l’impegno di Luigi Mazzuto e della Lega. Inoltre la forte litigiosità interna alla maggioranza di centrodestra, alle prese con una verifica e con nuovi equilibri nella giunta regionale che prima o poi Donato Toma dovrà affrontare,  e la nuova alleanza tra le minoranze di Palazzo D’Aimmo, ovvero tra Pd e M5s, non lasciano prevedere un prosieguo tranquillo della legislatura.
Il Molise però può contare su tre dei dieci ministri targati Pd e Leu che hanno stretti collegamenti con il nostro territorio e sono: Francesco Boccia docente all’Unimol che gestirà i rapporti con le regioni;
Dario Franceschini, la cui consorte e’ originaria di Santa Croce di Magliano, che gestirà  il ministero della cultura e del turismo;
Roberto Speranza, cresciuto politicamente insieme a Danilo Leva e suo amico fedelissimo, al ministero della salute da dove potrebbe dare una mano al collassato sistema sanitario regionale.

Quanto alla nomina dei vice ministri e sottosegretari al momento appare improbabile un impegno diretto dei cinque parlamentari molisani o di qualche esponente del Pd locale.
L’ultimo sottosegretario risale all’epoca di Florindo D’Aimmo, tranne una breve parentesi di Sabrina De Camillis, e da allora nessun esponente politico molisano è stato chiamato a far parte della delegazione di governo.
Ci sarà un perché?
Delle due l’una: o il Molise non conta sul piano nazionale oppure la classe politica nostrana ha toccato livelli tanto bassi fino al punto di essere  considerata inadeguata a ricoprire incarichi di governo.

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