Pubblicato: mercoledì 28 agosto, 2019 - Tempo di lettura: 3 min.

Regione, centrodestra lacerato. Guerra in Forza Italia, Patriciello e Niro contro Tartaglione ma gli azzurri replicano. Romagnuolo:” Verifica o elezioni”

DI GIOVANNI MINICOZZI

È partita da Isernia e precisamente dalla elezione del presidente della provincia pentra la miccia che sta lacerando il centrodestra alla Regione. A dire il vero segnali di nervosismo in quella coalizione erano stati già registrati da qualche tempo dopo la imprevista sconfitta alle elezioni comunali di Campobasso. Oggi però la situazione è peggiorata di molto e sotto accusa sono finiti la coordinatrice di Forza Italia Annaelsa Tartaglione e l’assessore regionale Roberto Di Baggio colpevoli, secondo l’eurodeputato Aldo Patriciello e secondo Vincenzo Cotugno , di aver tradito la coalizione alleandosi con il Pd per fare eleggere il sindaco di Venafro Alfredo Ricci al vertice di via Berta.

“Ho letto in queste ore rivendicazioni politiche e ricostruzione dei fatti a dir poco fantasiose – ha scritto in una nota Aldo Patriciello. Al di là delle dichiarazioni estemporanee e miopi credo che sia chiaro a tutti che a Isernia ha vinto la sinistra,  o meglio – ha spiegato Patriciello – quanto meno ha perso la parte di centrodestra che violando l’accordo raggiunto sul nome di Ianiro ha votato il candidato sostenuto dall’intera sinistra. C’è poco da esultare – ha aggiunto l’eurodeputato – la fuga in avanti di chi è venuto meno ad un accordo,  rappresenta una brutta pagina politica, un atteggiamento che risponde più a logiche personali che all’interesse politico del centrodestra”.

Fin qui la piccata replica di Aldo Patriciello al suo eterno amico- nemico Michele Iorio ma nel mirino è finita anche Annaelsa Tartaglione:

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“Il modello con cui ha agito in questa occasione Forza Italia è un modello che non mi appartiene e,per il futuro niente sarà più come prima. Bene hanno fatto Salvatore Micone e Vincenzo Niro, a cui si deve riconoscere il grande lavoro che sta svolgendo sul territorio, a chiedere spiegazioni” – ha concluso il parlamentare europeo più votato dopo Silvio Berlusconi.
Intanto una nota  firmata dal coordinamento regionale di  Firza Italia smentisce Patriciello e difende l’operato di Annaelsa Tartaglione.
” Nessun inciucio con la sinistra, Ricci e’ stato il candidato di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e chi ha scelto Ianiro si e’ messo fuori dalla coalizione” hanno detto in modo corale gli azzurri isolando, di Fatto, Aldo Patriciello.

È da sottolineare  che anche il presidente Donato Toma, al momento risparmiato dalle critiche di Patriciello, è un esponente di spicco di Forza Italia e nulla ha fatto per impedire il presunto tradimento di una parte del centrodestra.

Vincenzo Niro, dal canto suo ,non rilascia dichiarazioni ma il suo entourage parla di alto tradimento da parte di Forza Italia e chiede a Toma non una verifica politica ma un profondo chiarimento con lo stesso partito di Forza Italia peraltro, dicono , sovradimensionata a dismisura nella ripartizione degli incarichi.

La verifica politica invece la chiede a tambur battente Aida Romagnuolo insieme a Michele Iorio:

“Ho condiviso ogni parola detta e scritta da Iorio perché si è capito che il troppo personalismo storpia e crea solo danno ai cittadini, – ha dichiarato la fondatrice di Prima il Molise. Non è più possibile che la Regione e le sue sorti di morte sicura siano decise da due o tre persone che hanno avuto un solo pregio, quello di spaccare il centrodestra, di perdere le elezioni a Campobasso e di pensare solo a fare nomine nei vari enti. Pertanto anch’io sono del parere che il presidente Toma debba convocare tutta la maggioranza per una immediata e seria verifica politica, diversamente – ha concluso Aida Romagnuolo – le elezioni anticipate rappresentano l’unica soluzione per salvare i Molisani”.

Dunque la partita a scacchi e’ iniziata e  tutto lascia prevedere un autunno infuocato per il centrodestra molisano.

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