Pubblicato: domenica 14 luglio, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Presentata a Isernia l’UCRI, l’Unione delle comunità romanès in Italia

Presso il comune di Isernia è stata presentata ufficialmente l’UCRI, Unione comunità romanès in Italia. Per l’occasione è stata presentata la visione politica strategica per lo sviluppo della minoranza romanì. “Alla facile e diffusa tendenza di elencare e denunciare i problemi della minoranza romanì – si legge in una nota – l’Unione comunità romanès in Italia propone azioni di sistema, inserite in un contesto dotato di senso, che rispondono ai bisogni complessivi delle comunità. L’Unione comunità romanès in Italia – nasce dalla necessità di avviare un diverso modello di sviluppo degli interventi e delle rivendicazioni per la minoranza romanì, e dare “risposte ragionate” ai bisogni socio-culturali delle comunità; un modello di sviluppo basato sull’approccio interculturale e l’avvio di processi, nella consapevolezza di:
1. vivere all’interno di una cultura che evolve e che non è statica e immutabile
2. pensare in termini di interculturalità per avviare processi dinamici, inclusivi e valorizzanti
3. avviare un piano di azioni, una nuova comunicazione socio-culturale e costruire un nuovo e corretto dibattito pubblico.
Un diverso modello di sviluppo degli interventi e delle rivendicazioniper consolidare una maggiore consapevolezza culturale e superare il rischio di falsi modelli che possono orientare verso una distorta conoscenza e coscienza dell’essere minoranza nel terzo millennio; per rimuovere le convinzioni che hanno manipolato la realtà e la cultura romanì e riformulare l’orientamento verso il futuro con “una riforma morale, intellettuale e politica” della causa romanì.
UCRI – Unione comunità romanès in Italia – è lo strumento gestionale e progettuale per costruire soluzioni e motivare progetti, per assumere posizioni proprie con l’autorevolezza della qualità del lavoro, per intraprendere iniziative che non si limitino all’elaborazione di teorie astratte, ma si dimostrino capaci di realizzare progetti concreti, utili ed innovatori”.
Tra le iniziative in cantiere, quella di una proposta di legge per il riconoscimento della lingua romanì.

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Editorialista: Pasquale Di Bello - Direttore responsabile: Manuela Petescia

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