Pubblicato: sabato 06 luglio, 2019 - Tempo di lettura: 4 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Regione, crisi nel centrodestra e caos in Consiglio. Mazzuto si dimette. Toma: “Verifica politica e poi decido”

di GIOVANNI MINICOZZI

 Una riunione lampo del Consiglio regionale, forse la più celere della storia, per prendere atto della disponibilità espressa dall’assessore Luigi Mazzuto, su sollecitazione  in precedenza avanzata dalla maggioranza di centrodestra, di fare un passo indietro. In aula il presidente Donato Toma ha dato lettura della missiva scritta dallo stesso Mazzuto e si è votata l’ennesima mozione di sfiducia chiesta da Aida Romagnuolo , Filomena Calenda e sostenuta da tutti i consiglieri di minoranza.

Il risultato è stato di 10 a 10,  assente Scarabeo, e così la mozione è stata respinta. 

Il presidente del consiglio Salvatore Micone ha subito sospeso la riunione rinviandola a metà luglio.  Il governatore, dal canto suo, ha preso una settimana di tempo per decidere e ha annunciato una aporofondita vrrifica polotica nella maggioranza.

A presidiare i lavori dell’aula gli ex operai della Ittierre e  dello zuccherificio che hanno costretto il governatore Donato Toma a scappare, scortato dai vigilantes e dai carabinieri, coperto di insulti e al grido di “buffone”.

Duro l’affondo di Emilio Izzo del movimento lavoro e dignità :

“Ridicolo!! Una cosa del genere non si è mai vista. Praticamente il primo punto all’ordine del giorno la discussione sulle dimissioni di Mazzuto, una lettera letta dal presidente e subito dopo “devo fare una verifica politica ” quindi l’argomento chiuso, con la lega  che non è presente in consiglio. Oggi noi eravamo lì per la vertenza ma nessuno ci ha ascoltato.  Non si può chiudere un consiglio per un problema di giunta  perché  sono farlocche le dimissioni, lo fanno capire anche le parole del Mazzuto di turno.  Subito dopo si discute la mozione di sfiducia presentata  dalla Romagnuolo che il presidente del consiglio riteneva  superata. Invece la Romagnuolo ha mantenuto la barra dritta  e i voti 10 contro 10 . Non è vero perché erano 10 della maggioranza e 100 dei presenti e noi abbiamo alzato tutti la mano per sfiduciare Mazzuto. A seguire il presidente del consiglio aggiorna i lavori senza dare nessuna motivazione ai presenti in aula. Questo atto va  incorniciato!  Per l’ennesima volta noi diciamo che chi è in  quest’aula non merita e dovrebbe dimettersi immediatamente”.

– Il documento elaborato dalla seconda commissione consiliare che riguarda un po’ tutte le aziende in crisi, le possibilità di aiutare i lavoratori che non hanno più né reddito, né lavoro e approvato anche dal consiglio non ha prodotto risultati.

“Ma perché questo gioco del rimpallo non va bene a nessuno perché loro continuano a dire; è un problema del governo che non supera la problematica della discontinuità, mentre Antonio Federico dice che l’ha superata. Ecco se  non andiamo a un confronto reale e ogni volta se ne scappano non riusciamo mai a capire la verità    tra il gatto e la volpe. Noi paghiamo le pene e loro continuano a prendere dai tredici ai quindicimila euro al mese. Ma io dico adesso che con gli amici che stanno qui ex Gam, ex zuccherificio ,ex formazione professionale or ora noi ci riuniamo per formare un unico coordinamento e la nostra iniziativa,  quella grande,quella che farà tremare i polsi sarà sotto il palazzo della giunta”.

Un operaio dell’ex zuccherificio non fa sconti  a Toma:

“È una situazione paradossale! Questa Regione secondo me è al default, è finita. Ha un consiglio regionale che serve tanto poco quanto  nulla. Serve solamente  per riscaldare le loro sedie. Non hanno risolto nessun problema, non solo per noi dell’ ex zuccherificio ma anche per le altre vertenze,  Ittierre, Gam,  sanità. Non c’è un solo problema risolto. Non so a cosa serve questa Regione”.

– Avete costretto il governatore a rifugiarsi in macchina e scappare via scortato.

“Noi siamo persone perbene,  noi non abbiamo costretto nessuno. Evidentemente se la gente è esasperata un motivo ci sarà e il motivo è da ricercarsi proprio in questo palazzo qui è un quello che c’è in via Genova dove non riescono a concretizzare un solo punto al loro favore perché non fanno niente. La verità è che questo presidente non avendo risposte in aula e non avendone qui fuori si è rifugiato in macchina perché il mandato popolare se l’è ormai messo al sicuro con le votazioni. Ora non c’è più rapporto con i cittadini e tantomeno con quei cittadini che vivono le difficoltà. Si è rintanato in macchina, tra l’altro con un area beffarda come suo solito, per non  affrontare chi evidentemente lo contesta suo fatti reali.Questo presidente ha fatto tutto e lo ha fatto male. Dopo un anno di governo una contestazione così forte a un presidente non l’avevo mai vista prima, nemmeno con Frattura”.

Mentre Toma scappa una signora urla:

” Chi scappa  ha la coscienza sporca”.

Brava..Brava…Brava... Ed è scattato l’applauso per la donna.

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