Pubblicato: lunedì 01 luglio, 2019 - Tempo di lettura: 6 min.

Carta canta nel Pd

di ADELE FRARACCI

Anno 2015 la delibera di giunta numero 250 passata all’unanimità autorizzava la transazione con cui l’allora segretaria regionale del Pd Micaela Fanelli, come si leggeva su giornale locale :   “appena terminerà la sua carriera politica,  tornerà  a lavorare presso la Regione Molise ricoprendo il suo vecchio ruolo di membro del Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici con un contratto da 80mila euro all’anno per 5 anni prorogabili”. 80 mila euro l’anno per cinque anni, pari a 400, che rinnovabili per altri cinque diventano 800. Questo il “beneficio” messo in sicurezza dalla Fanelli quando concluderà la sua carriera politica. Questo il “privilegio” strappato in barba alla schiera di precari della Regione Molise lasciati invece senza contratto in tanti anni e alle difficoltà di accesso al lavoro dei giovani.
La Giunta Frattura ritenne di procedere alla  transazione accettando la richiesta della Fanelli e ponendo fine ad una contesa che la Regione Molise molto probabilmente avrebbe invece vinto.
Inutile o forse è utile ricordare che quel ruolo nel Nucleo di valutazione fu assunto dalla Fanelli per gentile concessione del governo Iorio.

Questa vicenda del 2015 è stato un esempio icastico, tra i tanti,  del sistema ragnatela messo a regime, con buona dose di spregiudicatezza, dal pd a conduzione FFF e dalla “cupola” di governo 2013-2018.

Il Molise di tutti, recitato nel 2013 in campagna elettorale, si è risolto, durante i 5 anni di legislatura, nel sistema dei soliti noti, quello dei beneficiati sempre e a prescindere dalla targa destra o sinistra o tutte e due insieme.

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Anno 2019  la Fanelli, oggi consigliere regionale pd, tuona contro quella che lei definisce una delibera scandalosa, quella  dell’attuale  giunta regionale n. 277. Sostiene: “Nuovi amministratori, oltre al confermato Claudio Pian , Serena Melogli e, udite udite, Rosario De Matteis. Ovviamente, il costo dell’operazione è più di 30 mila euro. Il Molise degli sprechi e delle poltrone non per competenza, ma per mero opportunismo politico, non ha più limiti in mano a Toma…Nomine senza il rispetto delle leggi e ora la moltiplicazione dei posti inutili per accontentare gli amici”.
Inutile ricordare o forse è utile che Pian è già in quel ruolo in quota Patriciello versione di sinistra con la benedizione del pd di governo, ora ci sta versione destra, mentre  il consiglio di amministrazione è stato allargato da Toma a altri due componenti.

Insomma, a parlare di oltraggio dell’etica pubblica dallo scranno dell’opposizione è la stessa del “privilegio” ottenuto ai tempi del cdx e della transazione/beneficio agguantato 4 anni fa ai tempi del csx.

Anno 2019 Facciolla, attuale segretario del pd succeduto alla guida del partito alla Fanelli e fino a un anno fa assessore potente, tuona contro la soppressione del punto nascite di Termoli. “…Il programma operativo 2015/2018 è tutt’ora vignte e, per tale ragione, il provvedimento del commissario Giustini, mandato in Molise dal governo giallo/verde a fare il burocrate, è illegittimo.
E tutto questo accade mentre, chi dovrebbe controllare, ovvero il presidente Toma, è a Bruxelles a lanciare Molise House!. Domani mattina depositerò in consiglio regionale una interpellanza urgente nella quale chiederò di audire in consiglio regionale tutti i protagonisti di questa tristissima vicenda e non mi venissero a dire che il punto nascite non ha raggiunto le 500 nascite”. Auspicabile il successo della interpellanza ventilata, peccato però che Facciolla sia lo stesso che orgogliosamente difende l’operato sulla sanità della passata legislatura  appellandosi al giudizio  di economicità “con i debiti praticamente azzerati”, in barba all’ottica di difesa del welfare e di tanti reparti atti a tutelare la vita e la salute dei cittadini molisani.
Inutile ricordare o forse è utile che con la Balduzzi la Giunta Frattura è stata supina e poco lucida per il piano di rientro, tanto che all’interno del pd e della sinistra le spaccature proprio a partire da questo settore si sono avviate e nel tempo sedimentate.

Insomma, a parlare dallo scranno dell’opposizione è lo stesso della “cupola” FFF fino a un anno fa, quella che ha razionalizzato la spesa sanitaria a svantaggio del settore pubblico con sequenziale deficit democratico per i cittadini sempre più sofferenti a veder rispettato il diritto di equità e di pari opportunità. 

Verba volant, scripta manent dicevano i latini.
Le parole dei due consiglieri piddini oggi si rincorrono ma i loro scritti e le loro azioni politiche li inchiodano, c’è poco da fare.
Sicché rimane intonso il nodo, che appare assai  difficile da sciogliere: come sarà possibile per il pd e per l’intero csx molisano uscire fuori dalla stagnazione se i portavoci sono questi due consiglieri regionali autori, assieme a altri e ai loro “pali”, del disastro politico del pd e del csx ?

In Molise per il pd il canovaccio sembra essere sempre noiosamente lo stesso: Cronaca di una morte annunciata e Marquez col suo capolavoro nulla c’entra, il titolo però può essere preso in prestito per descrivere la lunga agonia del partito.
Quel pd la cui morte era stata non a caso annunciata da anni attraverso analisi precise, evidentemente scambiate dagli interessati  per “iettature, fatture e malocchio”, contro cui poter utilizzare corni e peperoncino per andare avanti. Avanti dove? Verso il precipizio, elementare.
Dopo lo schianto, che è apparso ai più uno scellerato suicidio/omicidio – nel burrone il pd si è infatti straportato tutto quello che ha trovato davanti di sinistra e della sinistra – a livello nazionale il partito  al posto del crisantemo quantomeno sta cercando di rinascere dalle sue ceneri come un’araba fenice, dal fuoco o dalle acque ancora non si sa, con uno Zingaretti chiamato a evocare la discontinuità.
In Molise invece neppure un cortese cenno di discontinuità e…occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio continuano a essere i rimedi della nonna messi in campo dal pd.

C’è da invitare i due portavoci a riflettere sugli sbagli passati perché altrimenti della “fortuna” non si sapranno mai limitare i danni quando è avversa o sfruttare le occasioni quando sarà favorevole. Questa è una pillola di saggezza politica di un altro capolavoro: Il Principe di Machiavelli. E quest’opera c’entra eccome!
Infatti si racconta che in Assemblea i due consiglieri  del pd abbiano a parole espresso aperture e condivisione di nuovi percorsi, ma nelle carte, al di là di quelle scritte per gli  inviti,  non si trova traccia di vera anamnesi e di oggettiva analisi della sconfitta, nessun serio cenno alle  cause della  implosione del partito; assenza che rende  impossibile una oculata  e mirata terapia.  Evidentemente la cura della nonna secondo loro può bastare: piccoli e paesani rimedi contro i malocchi.

Ma giacché carta canta, la carta continuerà a cantare nonostante gli sforzi di cancellarla con la scolorina delle parole. Sul foglio, c’è poco da fare,  sempre uno scarabocchio esce fuori. 

Bisogna saper disegnare, invece, e per farlo bisogna saper uscire fuori  da personalismi e avere il coraggio di dirsi e di dire tutti la verità, senza raccontarsi la realtà in modo tanto comodo quanto non solo inutile ma lesivo per la necessaria ricostruzione di un’area di csx,  che qui in Molise è ormai praticamente scomparsa per sufficienza, anzi per abbondanza di prove in mano all’elettorato.

 

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