Pubblicato: giovedì 20 giugno, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Sanità: Giustini punta i piedi, boccia il bilancio e ricorre alla Corte dei Conti.  Giallo su 4,2 milioni di euro

di GIOVANNI MINICOZZI

L’aula di Palazzo Madama ha approvato, in via definitiva, il famigerato decreto Calabria che sblocca il turnover per poter assumere personale sanitario nelle Regioni sottoposte a piano di rientro. Finalmente dopo dieci anni di blocco delle assunzioni si potrà fronteggiare in qualche modo la carenza di medici e infermieri negli ospedali molisani ma i tempi non saranno brevi. La legge approvata dal Parlamento prevede anche la possibilità di poter assumere medici che frequentano gli ultimi due  anni di specializzazione nelle diverse branche e, soprattutto,  mette fine allo scellerato clientelismo politico nella scelta dei dirigenti sanitari che negli anni ha ridotto il sistema in voto di scambio per i politici di turno.
In sostanza la netta separazione tra la gestione della sanità e la politica finalmente è stata sancita in una legge dello Stato in barba alla presunta lesa maestà denunciata da alcuni governatori  commissariati dai tecnici esterni ed estranei alla politica.
Da qui può partire il rilancio vero del sistema sanitario regionale ridotto in fin di vita dai soprusi del tavolo tecnico nazionale, da  dodici anni di icommissariamento e dal poderoso clientelismo politico.

Intanto nel Molise si infittisce il mistero sui quattro milioni e duecentocinquantuno mila euro incassati dalla Regione nell’anno 2018 per l’aumento di Irap e Irpef pagato dai cittadini perché imposto dal deficit sanitario e non trasferiti nel bilancio dell’Asrem. Secondo i bene informati negli ultimi giorni il Presidente Donato Toma avrebbe inviato una nota al direttore del secondo dipartimento Massimo Pillarella ,ai commissari  Giustini e Grossi, ai ministeri competenti e al direttore generale della salute Lolita Gallo.
Con detta nota il governatore cerca di correre ai ripari e chiede ai suoi dirigenti di procedere ad una variazione del bilancio regionale pari a quattro milioni e duecentocinquantuno mila euro  da destinare alla sanità attraverso storni, variazioni o mutui.

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A dire il vero appare strano che si debba rincorrere all’ennesimo mutuo bancario per restituire i soldi alla sanità  pagati già dai molisani nel 2018 e incassati dalla Regione. Ma tant’è.
Peraltro al momento  non è dato sapere dove siano finiti quei soldi nonostante le sollecitazioni dei ministeri della salute e dell’economia.

Dal canto suo il commissario Angelo Giustini ,che non ha approvato il rendiconto Asrem relativo al 2018, ha inviato le carte alla Procura regionale della Corte dei conti e ha sollecitato la Regione a restituire i soldi entro i prossimi cinque giorni.
Il governatore ha chiesto ai dirigenti regionali di rispettare tale scadenza ma non ha spiegato ai molisani in quale capitolo di spesa sono finiti i loro soldi pagati proprio per ripianare il deficit della sanità.
Dunque il giallo resta tale e i molisani, secondo i vertici della Regione, non hanno il diritto di sapere.

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