Pubblicato: venerdì 14 giugno, 2019 - Tempo di lettura: 1 min.

Omicidio al Santissimo Rosario di Venafro, infermiera condannata a 30 anni di reclusione

Dovrà scontare 30 anni di reclusione Anna Minchella, l’infermiera professionale accusata di aver ucciso Celestino Valentino, 76 anni, originario di Pratella, iniettandogli acido in bocca con una siringa a spruzzo, mentre era ricoverato nel reparto di lungodegenza del Santissimo Rosario di Venafro. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Isernia, Arlen Picano, ha riconosciuto anche le aggravanti. E cioè l’impiego di sostanze velenose, la crudeltà e l’aver agito contro una persona indifesa. La condanna comprende anche il furto dello schizzettone. Alla donna sono state inoltre inflitte delle pene accessorie. La pubblica accusa – sostenuta dal procuratore capo Carlo Fucci e dal sostituto Marco Gaeta – aveva chiesto l’ergastolo. Una sentenza giusta, così l’ha definita l’avvocato di parte civile, Alfredo Ricci.
Tra le fonti di prova su cui si è discusso in giudizio c’è anche il video in cui si vede l’imputata acquistare l’acido cloridrico al supermercato, ritenuto compatibile con la sostanza rinvenuta dai Carabinieri del Ris sul corpo e sul pigiama della vittima. Anche la perizia psichiatrica – che ha evidenziato la capacità di intendere e volere di Anna Minchella – potrebbe avere avuto un peso sulla sentenza. L’infermiera attualmente è rinchiusa nel carcere femminile di Benevento. Intanto i suoi avvocati di fiducia sono già pronti a impugnare il verdetto emesso dal Gup, come confermato da Marciano Moscardino.

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