Pubblicato: venerdì 31 maggio, 2019 - Tempo di lettura: 3 min.

Voto corretto a Campobasso, Maria Guia Federico assolve se stessa e il Comune. Il giallo sul tavolo di Salvini.

di GIOVANNI MINICOZZI

La Prefettura di Campobasso insiste e attraverso una lunghissima nota ribadisce la sua estraneità circa la modifica del risultato elettorale espresso dai cittadini di Campobasso.

Nel sottolineare la circostanza che la modulistica viene fornita direttamente dal Ministero dell’interno la stessa Prefettura ha precisato che la comunicazione dei dati e la successiva rettifica sono stati curati dal comune di Campobasso e che tale precisazione non rappresenta un di scarico di responsabilità in danno dell’ente comunale ma esclusivamente la specificazione delle rispettive competenze nel procedimento elettorale.

Dunque tutti assolti e nessuno è responsabile del gravissimo fatto di aver corretto e modificato, al termine dello spoglio, la volontà degli elettori. Nessuna colpa per aver violato il sacrosanto principio della libertà di voto sancito dalla Costituzione.

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La Prefettura di Campobasso, invece, avrebbe dovuto rispondere a una sola domanda:

Chi e perché ha modificato il risultato elettorale liberamente espresso dai cittadini?

Preso atto che l’organo preposto, ovvero la Prefettura di Campobasso, chiederemo lumi al Ministero dell’interno confidando in una risposta che dia certezza alla libera espressione del voto da parte dei cittadini.

Ma non finisce qui poiché la nota della Prefettura accusa Telemolise di diffondere strumentalmente informazioni infondate per le quali non sarebbe stata effettuata alcuna verifica presso l’ufficio elettorale provinciale.

Niente di più falso poiché le verifiche sono state puntigliosamente effettuate con i Presidenti dei seggi e con l’ufficio elettorale del comune di Campobasso e il riscontro è stato unanime addebitando la correzione del risultato alla inadeguatezza delle tabelle di comunicazione che non consentivano di riportare il voto disgiunto dei candidati sindaci.

Che dire poi della presunta contraddizione di Telemolise per aver addebitato l’errore alle tabelle di scrutinio non comprendendo che per tabelle di scrutinio si intendeva l’intera modulistica consegnata ai seggi.

Del tutto falsa anche l’accusa di non aver riportato le precisazioni della Prefettura, abbondantemente raccontate nei nostri servizi, il che denota anche la non conoscenza della normativa vigente in materia.

Quanto alla presunta strumentalizzazione di Telemolise dovuta, secondo la Prefettura di Campobasso, alla legge per l’editoria segnalata e poi impugnata dal Governo ribadiamo di non aver mai messo in discussione le prerogative di Maria Guia Federico ma solo sottolineato l’evidente disparità per non aver segnalato la legge regionale del 2017 che ha sanato la mancanza dei contributi versati dalle aziende e le finte compensazioni eseguite da società riconducibili allo stesso editore nonostante il parere negativo su tale legge espresso dell’Avvocatura Distrettuale.

Due pesi e due misure che non si addicono a chi riveste un ruolo di garanzia e di terzietà .

Per tutto il resto, infine, ribadiamo il nostro diritto di critica anche nei confronti di Maria Guia Federico per la sua scarsa attenzione ai problemi della comunità che dovrebbe tutelare quali la sicurezza, l’equità sociale e la dignità delle persone in difficoltà.

Non è un caso che la precedente esperienza di Maria Guia Federico al vertice della Prefettura di Catania sia stata etichettata dalla stampa siciliana con un secco

“ABISSO DI INCOMPETENZA”.

 

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