Pubblicato: sabato 25 maggio, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Medici dell’esercito in soccorso della sanità pubblica molisana

La prossima estate rischia di trasformarsi nella pietra tombale per i sei ospedali molisani. Il sistema sanitario pubblico regionale rischia infatti un collasso drammatico. Due le concause: la prima è la cosiddetta ”Quota 100”, ovvero l’abbassamento dei limiti di età, per beneficiare della pensione, decretato dal Governo Centrale. Saltata la legge Fornero, oramai si può andare a riposo ben prima dei 67 anni e mezzo. Basta arrivare a un totale di cento, tra età anagrafica e anni di contributi versati. La seconda fonte di preoccupazione e allarme è il periodo feriale, tra luglio e agosto, si concentrano, com’è naturale che sia, la maggior parte delle ferie per il personale ospedaliero.

Conclusione, le corsie dei sei ospedali molisani rischiano di rimanere decimate per quel che riguarda medici, infermieri e parasanitari. Se permane il blocco del turn over, tra luglio e agosto, la prospettiva è quella di chiudere interi reparti, servizi e ambulatori da Termoli a Venafro. Soluzione d’emergenza potrebbe essere quella di far funzionare i Pronto Soccorso, magari con personale di altri reparti, e accentrare tutte le risorse disponibili su un unico ospedale per far funzionare l’intera catena sanitaria. Ma si può sguarnire d’estate un ospedale, come quello di Termoli, zona dove d’estate la popolazione raddoppia, se non triplica?

No, decisamente improponibile, a questo punto i due commissari starebbero pensando – ma siamo sempre a livello di indiscrezioni – a chiedere un aiuto al corpo sanitario delle Forze Armate. Un’idea che sarebbe venuta al generale Giustini, medico militare anche lui

Com’è noto ogni Forza Armata ha un suo corpo sanitario, ma l’estate è estate e anche lì probabilmente ci sono problemi di copertura dei turni di ferie. E poi, i medici militari potrebbero dare una mano a coprire i buchi, ma per gli infermieri e l’altro personale, come si fa?

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Insomma, si avvicina un periodo estivo che sarà decisamente rovente per quel che riguarda gli ospedali molisani. Fino a ieri si pensava che i problemi di personale li avesse solo Agnone, ma giorno dopo giorno, con l’esame delle domande di pensionamento, il blocco del turn over e l’impossibilità di riassumere i medici pensionati, la situazione della sanità molisana sta precipitando. Tanto che Giustini, per l’immediato, se non arriveranno subito rinforzi, si troverà già costretto a chiudere Ortopedia a Termoli e Campobasso. Del resto i numeri non mentono: la provincia di Isernia è la prima, in Italia, per la migrazione sanitaria, Campobasso la quarta. Tutta gente che, per stare tranquilla, decide di andare a ricoverarsi fuori dal Molise.

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