Pubblicato: mercoledì 22 maggio, 2019 - Tempo di lettura: 3 min.

Crisi editoria, bavaglio per bavaglio. I giornalisti oscurano la politica per tre giorni. Di Pietro: “Situazione insostenibile, democrazia a rischio”. Toma si sveglia e convoca.

di GIOVANNI MINICOZZI

Assostampa e Ordine dei giornalisti del Molise hanno proclamato una protesta per i giorni di giovedì, venerdì e sabato della settimana in corso che consiste nell’oscuramento di qualsiasi notizia proveniente dagli enti pubblici (Comuni, Province e Regione) nonché degli eventi politici ed elettorali. L’associazione della stampa e l’ordine dei giornalisti, unitamente al personale amministrativo e tecnico nonché agli editori e ai giornalisti , vogliono portare all’attenzione dei cittadini il pericolo reale che corre la democrazia con l’impoverimento delle fonti informative e intendono sollecitare la Regione a valorizzare il ruolo del comparto attraverso  l’erogazione di fondi pubblici come promesso in campagna elettorale e nei mesi scorsi.

Il presidente di Assostampa Giuseppe Di Pietro incalza la Regione:

“Siamo al punto di partenza, abbiamo ricevuto numerose promesse secondo le quali sarebbero stati attivati determinati canali sia di sblocco delle provvidenze precedenti e sia di un nuovo testo legislativo. Però dobbiamo prendere atto che ad oggi non c’è nulla di tutto questo mentre purtroppo c’è di vero che il settore è sull’ orlo del baratro se non sta già precipitando verso il basso”.

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Una prima protesta alla quale seguiranno altre?

“Mah, noi vogliamo innanzitutto fare comprendere davvero ai cittadini l’importanza della comunicazione e della informazione, cioè aprire un telegiornali o un giornale e non trovare notizia sulla politica. Cominciamo da questo e quindi poniamo il problema di un assetto democratico che è legato strettamente all’informazione. Poi vogliamo mandare un segnale ai Palazzi, soprattutto in questo caso alla Regione che oggi è la nostra controparte, di accelerare e tenere fede alle promesse fatte”.

C’è anche un problema inerente l’attuale legge sull’editoria!?

“C”è un problema inerente all’attuale legge perché si sta rivelando tutto quello che avevamo detto e previsto. Il sindacato dei giornalisti aveva previsto che non era applicabile la legge regionale sull’editoria e, infatti, ci sono state diverse interpretazioni autentiche, ci sono stati una serie di provvedimenti successivi e c’è di fatto che oggi ci sono diverse se non decine di cause avviate che pongono una serie di ipoteche sull’applicazione di questo provvedimento. Se non si risolvono questi problemi sollevati nelle sedi giudiziarie ai vari livelli, purtroppo poi il problema si estende anche ad altre testate. Sono questioni gravi che rischiano di far chiudere diverse testate però mi sembra che nessuno se ne occupi”.

Avete chiesto un incontro urgente al Presidente della Regione, ci sono novità?

Ad ora no, ma abbiamo sollecitato, abbiamo chiesto al Presidente della Regione, insieme a Pina Petta dell’ordine, più volte verbalmente e telefonicamente. Ma fino ad ora non abbiamo ricevuto risposte. Speriamo che nelle prossime ore ci sia un segnale quantomeno per chiarire la posizione perché appunto,ci sono provvedimenti da fare, ci sono cause che costano credo anche alla parte regionale e quindi c’è un problema da risolvere. Non si capisce perché si fa finta di nulla”.

Nelle ultime ore, però, il Presidente della Regione si è svegliato e ha convocato i rappresentanti della categoria.

Se sono rose fioriranno, diversamente si passerà ad azioni di protesta eclatanti.

 

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