Pubblicato: martedì 21 maggio, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Elezioni, l’esercito dei voltagabbana. Rai Uno sbeffeggia un consigliere comunale ma ignora i tanti transfughi in Regione

di GIOVANNI MINICOZZI

Ancora una volta il Molise è finito sulle cronache nazionali e non certo per notizie vantaggiose . Ancora una volta l’intera Regione è stata sbeffeggiata e derisa da fatti legati alla politica nostrana. Dopo le Iene, Giletti, il Corriere della sera, Rete 4 e chi più ne ha più ne metta è toccato alla trasmissione di Rai Uno “Che Tempo che fa” e a Luciana Littizzetto schernire i molisani attaccando con ironia i presunti cambi di casacca di Aberto Tramonato, candidato della Lega al comune di Campobasso. A dire il vero però il professore Alberto Tramontano non può essere etichettato come pietra dello scandalo in una Regione dove a ogni elezione i transfughi, e i voltagabbana si contano a decine, soprattutto nei livelli istituzionali più alti. Alle elezioni amministrative del 2014 il centrosinistra di Campobasso, guidato dal candidato sindaco Antonio Battista, usufrui della transumanza politica di diversi consiglieri comunali uscenti di centrodestra , tra di loro perfino personaggi provenienti dell’estrema destra e dal Movimento sociale italiano. Oggi gli stessi personaggi, che per cinque anni hanno sostenuto Battista, sono ritornati nel centrodestra e sostengono la candidata a sindaco Mariadomenica D’Alessandro. Perfino alcuni assessori uscenti di Campobasso e di Termoli si sono trasferiti nella coalizione opposta. In realtà però i cambi di casacca alle elezioni comunali sono sicuramente meno eclatanti rispetto a quelli dei Parlamentari e rispetto a quanto accaduto alle elezioni regionali dello scorso 22 Aprile.

In quella occasione, infatti, diversi consiglieri regionali che avevano sostenuto per cinque anni il Presidente Paolo Frattura si candidadorono nel centrodestra a sostegno dell’attuale governatore Donato Toma. Alcuni di questi poi sono diventati assessori della giunta Toma ,il quale peraltro ha rafforzato il ruolo di alcuni dirigenti apicali che erano stati la mente ed il braccio operativo di Paolo Frattura, com’è il caso di Mariolga Mogavero.

Addirittura uno di questi esponenti politici, Salvatore Micone, eletto alle regionali del 2013 con il centrodestra, collegato a Michele Iorio, subito dopo si trasferì alla corte di Frattura in cambio della presidenza di una commissione consiliare. Alle ultime elezioni regionali Micone si è candidato ed è stato eletto con la lista dell’Udc collegata a Toma ed è diventato Presidente del Consiglio regionale. Ovvero al vertice della massima carica istituzionale il Molise è rappresentato da chi cambia casacca ad ogni elezione. Stranamente, però, gli organi di stampa nazionali tacciono su questa eclatante vicenda.

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Due pesi e due misure che non si giustificano soprattutto se provenienti da un servizio pubblico pagato con i soldi pubblici come mamma Rai.

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