Pubblicato: venerdì 17 maggio, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Sanità, verso la rimozione del blocco delle assunzioni. Ad affermarlo il deputato Antonio Federico

Tra luci ed ombre, la Sanità molisana conferma il suo andamento da ottovolante con salite paurose e discese mozzafiato. Ultimi aggiornamenti dalle montagne russe arrivano da un lato dalla Conferenza delle Regioni e, dall’altro, dalla Commissione affari sociali della Camera dei Deputati.

Nella prima sede è intervenuto il presidente della Regione, Donato Toma, che ha chiesto al Governo nazionale di rimuovere il blocco del turnover, ovvero lo stop a nuove assunzioni in campo sanitario, mentre sul secondo fronte è il deputato del Movimento 5 Stelle, Antonio Federico,ad annunciarne proprio lo sblocco, anticipando la prospettiva di nuove assunzioni a partire verosimilmente dal 20121. A sostegno della tesi espressa dal pentastellato, e successiva ad una interrogazione presentata al Ministro della Salute, Giulia Grillo, sta l’approvazione in Commissione affari sociali di un emendamento che elimina, per le regioni in piano di rientro, l’automatismo della sanzione del blocco del turnover.

Proprio con riferimento a questa tagliola, la Conferenza delle Regioni ha espresso all’unanimità una posizione netta che porterà adesso al confronto col Governo: il blocco del turnover va eliminato, hanno detto i governatori, poiché, come ha ribadito lo stesso Toma, la mancanza di personale si riflette sulla qualità dei servizi resi ai cittadini.

Toma, inoltre, ha rivelato che dalla prima verifica degli adempimenti per il Piano di rientro molisano della nuova gestione commissariale, sarebbe emerso un disavanzo di 22 milioni di euro, di cui 7 per il mancato trasferimento dal bilancio della Regione e altri 15 dovuti all’extrabudget per gli operatori sanitari privati accreditati. Secondo Antonio Federico, che ha chiesto i verbali del Tavolo Tecnico per fare chiarezza, se questi dati fossero confermati si corre il rischio di una impennata delle tasse regionali. Inoltre, secondo Federico, che fa riferimento ai Commissari, dalla Gestione Sanitaria mancherebbero 4milioni e 200mila euro che dovrebbero essere versati dalla Regione.

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Come evidente, la matassa sanitaria è lontana dall’essere sbrogliata. Sullo sfondo resta la salute dei cittadini che non può essere piegata a logiche esclusivamente ragionieristiche.

 

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