Pubblicato: martedì 07 maggio, 2019 - Tempo di lettura: 3 min.

Unimol, urne aperte per scegliere il nuovo Rettore. Brunese o Coppola al vertice dell’ateneo.

di GIOVANNI MINICOZZI

Domani dalle 9.00 alle 18.00 si voterà all’Università del Molise per eleggere il nuovo Rettore che resterà in carica per i prossimi sei anni.

In tutto sono 330 gli aventi diritto al voto così ripartiti:206 docenti,72 ricercatori, 21 rappresentanti degli studenti,2 rappresentanti del personale tecnico amministrativo in seno al senato accademico, 7 rappresentanti del personale tecnico amministrativo facenti parte del Consiglio dello stesso personale, per un totale di 308 aventi diritto con voto pieno. Vota anche tutto il personale tecnico amministrativo, pari a 222 unità, con voto pesato del 10% ovvero un totale pari a 22 voti pieni. A sfidarsi per il dopo Palmieri sono Raffaele Coppola e Luca Brunese, quest’ultimo già Preside della facoltà di medicina e chirurgia incarico dal quale si è dimesso all’atto della sua candidatura. Luca Brunese, 53 anni, professore ordinario all’ Unimol ricopre anche il prestigioso incarico di Presidente della sezione diagnostica per immagini in oncologia della società italiana di radiologia medica e si presenta con un programma ricco, articolato e ambizioso.

“La scelta che abbiamo fatto di un programma ricco di idee e di cose vere da fare, quindi un programma vorrei dire non chiacchierologico come si legge tante volte nelle elezioni di un Rettore, ma un programma in cui ci sono delle proposte e degli obiettivi per una università che sia diversa, che sia finalmente più moderna e consona a quelle che sono state poi le modifiche legislative che hanno interessato il sistema universitario in questi anni” ha dichiarato Brunese a Telemolise.

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Parliamo di qualità e di quantità. È possibile ancora aumentare il numero degli studenti e come è andata negli ultimi anni rispetto alle iscrizioni?

“In realtà rispetto alla media nazionale noi ci siamo difesi meglio, c’è stato un po’ un trend di calo in tutt’Italia, noi sostanzialmente abbiamo invece retto. Adesso è il momento di invertire la tendenza e di puntare agli obiettivi anche ambiziosi. C’è un obiettivo ambizioso, un numero, che per noi è significativo quello dei diecimila studenti. Non è un numero lontano e secondo me è un obiettivo oggettivamente raggiungibile”.

Per la qualità dell’Ateneo invece?

“In realtà noi abbiamo una grande qualità dei nostri docenti, molto trasversale, in tutti i settori e di elevatissimo livello qualitativo. Adesso è il momento anche di utilizzare meglio questa grande capacità e questa elevatissima qualità che i nostri docenti hanno sia dal punto di vista della ricerca e sia dal punto di vista dell’offerta formativa”.

Che tipo di offerta formativa può essere potenziata in questa università?

“Ci sono delle strategie di cui tenere obbligatoriamente conto. Ci sono dei corsi che funzionano da soli ,faccio l’esempio di medicina che è a numero chiuso, ma anche di corsi che hanno avuto grande successo in questi anni. Potrei dire ,sempre pensando ai numeri, che l’ ultimo corso nato di ingegneria medica ha fatto 100 studenti ed e’ un corso che chiaramente ha funzionato.

Ma io vorrei ancora qualcosa di più dal nostro Ateneo, vorrei un ruolo più attivo anche nell’ambito di quelle che possono essere alcune strategie politiche regionali. Dal punto di vista del rapporto delle istituzioni bisogna puntare su quelle cose che sono realmente importanti per la Regione, tra tutti il dipartimento di medicina. Sicuramente le scuole di specializzazione vanno ampliate come offerta formativa. Sperimenteremo quest’anno cinque nuove scuole per attirare gli specialisti in Molise, specializzanti che possono fare il percorso qui in Molise e dopo continuare a rimanere qui. Un altro tema su cui mi piacerebbe puntare è l’archeologia perché la Regione Molise ha grandissime risorse in campo archeologico che probabilmente dovranno essere sfruttate meglio. Io propongo la nostra Università come partner privilegiato della Regione Molise proprio per l’utilizzo migliore degli scavi e per  la pubblicizzazione di quel grandissimo patrimonio che la Regione Molise ha”.

Quindi un ruolo importante per l’Unimol sia per lo sviluppo del Molise, sia per la promozione  della Regione stessa  fuori dai confini regionali?!

“Io penso che possiamo dare un contributo determinante per la crescita dell’Ateneo e della Regione. I prossimi sei anni saranno importantissimi sia per l’università del Molise sia per la Regione Molise”.

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