Pubblicato: venerdì 03 maggio, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Stampa e regime, l’Europa bacchetta l’Italia: libertà d’informazione a rischio. Tv e giornali del Molise in crisi profonda

di GIOVANNI MINICOZZI

Non può passare sotto silenzio la giornata mondiale dedicata alla libertà d’informazione nel suo 27esimo anniversario. Il primo pensiero va ai Paesi con regime totalitario dove le notizie devono passare al vaglio del regime di turno prima di essere diffuse e dove i giornalisti o si allineano al potere o vengono perseguitati.

Sono ancora tante, troppe le nazioni governate con regime autarchico e sono sono ancora tanti, troppi, i giornalisti che rischiano la vita o la galera solo perché provano a raccontare la verità. In certi dannati luoghi non esiste la democrazia, non esiste la libertà di stampa, non esiste il diritto dei cittadini a essere informati. In Italia non stiamo a quei livelli ma la libertà di stampa, in molti casi resta un’utopia. Spesso i poteri forti (soprattutto quello economico e quello politico-istituzionale) cercano di reprimere in tutti i modi possibili il diritto dei cittadini garantito dalla Costituzione a essere informati. In alcuni casi sono gli stessi poteri forti a diffondere un’informazione inquinata e falsa attraverso propri organi di stampa creati ad arte e finanziati con fondi pubblici con l’unico scopo di raggiungere i loro obiettivi, non sempre leciti, di natura economica o politica-elettorale. Si tratta dunque di imprenditori o politici travestiti da editori che però editori non sono. Costoro sono arrivati al punto di formare delle lobby e sono riusciti a condizionare anche il Parlamento che recentemente ha deciso di finanziare con soldi pubblici solo i grandi gruppi, escludendo di fatto gli editori puri che operano nelle piccole regione.

Sempre in Italia lavorano tanti giornalisti sotto scorta minacciati dalle mafie per aver osato raccontare i loro vergognosi malaffari commessi in alcuni casi con la complicità di dirigenti pubblici e politici corrotti. Nel Molise la stampa è tenuta in ostaggio dal potere politico che da anni non eroga alcun finanziamento al settore e che oggi sta attraversando una crisi disperata. A rischio non sono solo decine di posti di lavoro ma anche il diritto dei molisani ad essere informati. Il governo regionale continua a promettere tutto a tutti ma concretamente non si muove foglia e le testate rischiano la chiusura. Si ha l’ìimpressione che ad alcuni esponenti politici dia fastidio la presenza di una stampa davvero libera da ogni condizionamento. Infine sul tema è intervenuto anche il Consiglio d’Europa che ha richiamato il Governo e le istituzioni italiane a non condizionare la stampa e a non imbavagliare i giornalisti attraverso la riduzione o il blocco delle risorse pubbliche.

Un richiamo forte che l’Italia dovrà prima o poi rispettare.

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