Pubblicato: mercoledì 24 aprile, 2019 - Tempo di lettura: 3 min.

Elezioni tra promesse indecenti e stampa silente. Partita la caccia a gettoni e prebende nel Molise dei poveri e dei disoccupati

di GIOVANNI MINICOZZI

È tempo di campagna elettorale per le amministrative e per le europee. È tempo di cambi di casacca per taluni soggetti più consoni alla transumanza bovina che alle Istituzioni. Strani soggetti che si autodefiniscono “competenti” sui manifesti con foto in bella evidenza ma senza simbolo di partito poiché non sanno ancora dove collocarsi per cercare di mantenere lo scranno da mille – mille e duecento euro al mese nei consigli comunali delle città più grandi. È tempo di pacche sulle spalle, di saluti ossequiosi e di caffè offerti al bar. È tempo delle illusioni di trovare un lavoro attraverso le promesse elettorali.  È tempo per qualcuno, giovane o post-giovane senza lavoro, di impegnarsi direttamente in una candidatura nella speranza del gettone di presenza da consigliere comunale oppure, per i sognatori, dello stipendio da assessore. È tempo della presa in giro per gli elettori in buona fede che ancora credono nelle favole delle promesse elettorali. Tutto come sempre, niente di  nuovo sotto il sole di maggio.

Sarebbe questo, invece, il tempo di aprire gli occhi e guardare in faccia alla drammatica realtà del Molise con migliaia di disoccupati disseminati su tutto il territorio, da Venafro a Campobasso e da Campobasso a Termoli. Disoccupati di lunga durata e giovani laureati che non hanno nessuna speranza di essere inseriti in un mondo produttivo che non c’è più.  Sarebbe questo il tempo di osservare con attenzione, per cercare rimedi con azioni adeguate, il dramma dello spopolamento in atto nell’intera regione e in particolare nei comuni delle aree interne destinati a scomparire nell’arco di qualche decennio sotto lo sguardo ignavo e letargico della politica.

Già la politica! Oggi è diventata l’unica attività redditizia che inganna e ignora i giovani.
Essa dispone di lauti stipendi, incarichi, consulenze, co. co. co. e prebende varie elargite in base alla capacità di raccogliere voti da parte del beneficiato di turno. A volte nei Palazzi che contano si intrecciano morbose passioni amorose (stile Paolo e Francesca raccontati dal Sommo Poeta) nonché privilegi e presunti perversi conflitti di interessi pagati con i soldi pubblici.

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Tutti sanno ma tutti tacciono. Nel Molise del silenzio omertoso guai a chi parla, stampa compresa. Questa è una Regione nella quale la libertà di stampa non esiste o, comunque, i media non svolgono il ruolo che gli è stato assegnato dalla Costituzione, cioè quello di essere il cane da guardia della democrazia e della legalità. In questa Regione siamo giunti al paradosso che è la politica a controllare i giornalisti (non tutti per fortuna) e non viceversa. Per i pochi che denunciano, o che cercano la notizia non ovattata dei comunicati autocelebrativi, scatta il ricatto della politica e, in alcuni casi, scattano anche le inchieste giudiziarie ma non sui misfatti denunciati.

In questa Regione esistono anche giornalisti in attività, regolarmente iscritti all’ordine, che percepiscono loro stessi prebende dai poteri forti nei confronti dei quali, ovviamente, tacciono o riportano solo veline ovattate e impreziosite di menzogne. Ma tant’è!  In questa Regione la stampa libera, che dovrebbe esercitare il sacrosanto diritto – dovere di critica nei confronti di chi gestisce il potere, non esiste. La libertà di stampa è solo un sogno per alcuni giornalisti e un incubo per la politica di infimo livello.

In tale contesto il Molise è destinato a scomparire, quindi o si sceglie una classe politica adeguata o si muore. Spetta a noi elettori invertire la rotta, usando bene la matita nella cabina elettorale, dando fiducia ai candidati capaci, coerenti, onesti e scevri da conflitti di interessi …..se ancora esistono.

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Il Giornale del Molise - reg. Tribunale di Campobasso n. 269 del 11/10/2001- Editoria: Editoria Innovazioni Sviluppo srl - via San Giovanni in Golfo ZI - P.IVA 01576640708
Editorialista: Pasquale Di Bello - Direttore responsabile: Manuela Petescia

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