Pubblicato: domenica 10 marzo, 2019 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Informazione, pluralismo, libertà di stampa e il gioco delle tre carte. Poteri forti in trincea: Assostampa punta i piedi

DI GIOVANNI MINICOZZI

Doveva essere una legge a sostegno dell’editoria, settore in profonda crisi da diversi anni, e invece gli organi di informazione, giornali e televisioni, rischiano di scomparire con buona pace del pluralismo e di centinaia di posti di lavoro.

Il governo Conte prima ha, di fatto, azzerato il sostegno nazionale per le piccole regioni e poi, su segnalazione della Prefettura di Campobasso, ha impugnato l’ultima interpretazione autentica, recentemente approvata dal Consiglio regionale, che eliminava le sperequazioni volute dal governo Frattura e rendeva legittima la legge del 2015, una legge iniqua già oggetto di ricorsi pendenti presso la Corte Costituzionale. L’ultimo incomprensibile atto del governo giallo-verde blocca le risorse disponibili, accentua la crisi del settore e alimenta ulteriori azioni giudiziarie a tutti i livelli. Servirebbe un’azione forte da parte della giunta e del Consiglio regionale che, però, appaiono immobili. Intanto l’assostampa e il suo presidente Giuseppe Di Pietro incalzano la politica regionale e chiedono soluzioni urgenti.

Noi lo avevamo detto dall’inizio: questa legge non è mirata per favorire l’occupazione ma ad incentivare le spese di qualsiasi tipo e così è stato in alcuni casi.

Ci sono state testate che hanno rendicontato pochissimo in termini di occupazione, mi ricordo poche migliaia di euro, e addirittura centinaia di migliaia di euro di fatturato per altre spese e questo la dice lunga” – ha dichiarato Giuseppe Di Pietro a Telemolise.

Il Governo ha impugnato l’ultima interpretazione autentica che sanava le sperequazioni. Che succederà Ora?

Succede che c’è bisogno di una forte mobilitazione della Regione Molise, cioè la RegioneMolise deve far capire al governo che l’impugnativa non ha motivo di essere perché c’è stata un’altra interpretazione autentica, retroattiva anch’essa, e nessuno ha obiettato nulla anche perché nessuno poteva obiettare nulla. Quindi non si spiega perché in questa fase c’è stato provvedimento diverso“.

Secondo lei la politica, soprattutto quella regionale, che sta facendo per l’editoria?

” Noi l’altro giorno abbiamo incontrato i capigruppo, tutti hanno concordato che è necessario presentare le controdeduzioni al governo senza impugnare, in prima battuta, la decisione davanti alla Corte costituzionale per indurre il governo a recedere per sminare questo provvedimento di impugnativa anche perché , negli anni scorsi è bene ricordarlo, ci sono state altre interpretazioni autentiche della legge sull’editoria che avevano effetti retroattivi e nessuno ha parlato, né la Prefettura e ne il governo, nessuno ha osservato nulla” .

 

Di Pietro infine sottolinea un aspetto importante e pericoloso:

“È bene ribadire un fatto che sfugge a qualche funzionario regionale, fermo oppositore alle controdeduzioni da presentare al Governo. Se questa interpretazione autentica sarà dichiarata incostituzionale, voglio ricordare che c’è un ricorso già presentato per le precedenti delibere che pure hanno avuto effetto retroattivo. In caso di giudizio la Corte Costituzionale non può pronunciarsi sull’una o sull’altra in maniera diversa. Questo significa che se si accetta il principio che questo provvedimento è incostituzionale anche le altre debbano esserlo. Ovvero significa che i contributi già percepiti per le annualità precedenti dovranno essere restituiti. Questo è un problema gravissimo che accentuerebbe la crisi dell’editoria . Dunque è bene tenere in considerazione il quadro d’insieme per non commettere altri errori. Probabilmente qualcuno, e mi riferisco soprattutto al Presidente Toma, questa circostanza la deve considerare in tutti i suoi effetti drammatici per il settore dell’informazione “.

Messaggio chiaro del Presidente di Assostampa Giuseppe Di Pietro rivolto a chi ancora una volta è in continuità con il passato e cerca di distruggere il sistema dell’informazione regionale evidentemente non molto gradito specialmente quando racconta la verità sui poteri forti.

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