Pubblicato: venerdì 08 marzo, 2019 - Tempo di lettura: 3 min.

Sanità, scontro al vetriolo sul commissario ad acta. Il Tar non concede sospensiva su nomina Giustini. Il 10 luglio udienza di merito

L’avvocato Pino Ruta

di GIOVANNI MINICOZZI

È braccio di ferro tra il Presidente della Regione Donato Toma e il commissario ad Acta per la sanità Angelo Giustini. Sono ben tre, infatti, i ricorsi presentati dal governatore, due alla Corte costituzionale e uno al Tar del Molise, quest’ultimo già discusso in Camera di consiglio, per tentare di rimuovere il commissario nominato dal Governo.
Angelo Giustini ha affidato la difesa all’avvocato Pino Ruta che ha spiegato le motivazioni del suo ricorso in merito alla incompatibilità tra il ruolo di commissario e quello di governatore nonché il presunto conflitto di interessi.

In ambito generale più che di persone fisiche si tratta di un processo che va avanti nella Regione Molise dal 2007 con il commissariamento della sanità. A distanza di oltre dieci anni non ha dato i frutti che in qualche modo speravano sia il governo che la Regione, cioè quello di risanare in realtà i bilanci della sanità, che sono abbastanza in perdita, e l’obiettivo di risanare un servizio, che è sempre più deficitario, non è stato raggiunto. Ovviamente questo commissariamento all’inizio disposto nella persona del governatore, anche nel rispetto di quella che era l’autonomia regionale e l’ elettorato purtroppo ha prodotto gli effetti opposti, cioè anziché risanare si è verificato il contrario e c’è stata un’accelerazione su quei percorsi degenerativi sia finanziari che gestionali del settore sanitario. Questo, chiaramente per porre rimedia, ha comportato che il governo a questo punto nominasse delle figure esterne. Non si tratta di demeriti delle persone fisiche, quanto meno di quelle reggenti, ma di un percorso che nella sua generalità è andato nella direzione opposta” – ha dichiarato Pino Ruta.

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Lei ha presentato anche un ricorso incidentale per presunto conflitto di interessi che renderebbe nulla la delibera approvata dalla Giunta regionale per avviare la procedura amministrativa.

È la ragione per la quale il governo ha disposto il commissariamento, la stessa motivazione per la quale la Regione ha deciso di impugnare la nomina del generale Giustini, una figura di garanzia e di legalità, che il governo ha imposto al Molise, viene in qualche modo licenziata con una prova della promiscuità di certi meccanismi che forse possono aver condizionato il percorso degenerativo della sanità molisana e questo chiaramente in qualche modo è stato posto all’attenzione del Tar così come i ricorrenti hanno posto all’attenzione del Tar le loro ragioni“.

Ma secondo lei perché il commissario Giustini viene così osteggiato da una parte della stampa e anche dalla Regione?

“Se da un certo punto di vista può essere anche legittima una reazione dei poteri locali, che non vogliono minimamente cedere dinanzi a quello che è un provvedimento nazionale, di contro suscita qualche dubbio questo sistematico tentativo di delegittimazione di una figura di garanzia che in realtà è l’unica che in quanto neutra, cioè avulsa dal contesto molisano e quindi depurata da tutte quelle contaminazioni che possono poi riguardare chi vive in zona da tempo o chi ha interessi in zona da tempo, potrebbe in qualche modo porre rimedio a una situazione di disastro che è sotto agli occhi di tutti“.

In che tempi secondo lei il Tar emetterà il suo giudizio?

Credo che questo pronunciamento sarà abbastanza breve nel senso che è un provvedimento immediato e interinale quindi praticamente un provvedimento d’urgenza. Il problema resta aperto sulla questione di costituzionalità che è stata posta, cioè la questione del riequilibrio tra i poteri centrali e quelli locali, ovvero tra la Regione e lo Stato. La Corte costituzionale, su ricorso della Regione Campania si pronuncerà il 6 di aprile e poi arriveranno anche i ricorsi della Regione Molise ma sotto un angolazione un po’ diversa“.
Fin qui le dichiarazioni dell’avvocato Pino Ruta.
Intanto, il Tar del Molise non ha accolta la sospensiva sulla nomina di Giustini, chiesta da Donato Toma, e ha rinviato al prossimo 10 luglio la discussione di merito della vertenza.

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