Pubblicato: domenica 10 febbraio, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Conte in Molise, un’occasione e non solo un evento mediatico

Giuseppe Conte arriva in Molise usando l’elicottero e sarà un peccato, perchè non potrà toccare con mano l’imbarazzante situazione in cui versano i collegamenti tra la Capitale e la nostra regione.

Verrà in Molise per incontrare sindaci e amministratori delle due province e della Regione. Spiegherà, almeno questo pare di capire, quali saranno le iniziative che il Governo nazionale intende adottare per sollevare le sorti del nostro Molise.

Una regione che, nel 2018, è addirittura rientrata nelle cosiddette Aree dell’Obiettivo Uno. Ovvero tra le regioni a più basso tasso di sviluppo della Comunità Europea e quindi bisognose di maggiori aiuti comunitari.

Già questo è un dato che dice tutto. Ma non è solo l’indice economico del Pil individuale, bassissimo, che preoccupa. Il vero dramma della nostra regione è il progressivo depauperamento della popolazione. Oltretutto un impoverimento di qualità, intellettuale e professionale. Ogni anno circa duemila giovani vanno via dal Molise, a cercare lavoro e fortuna al Nord, oppure addirittura all’estero.

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Non si contano più i giovani molisani che lavorano fuori, tra Europa, America del Nord e anche Australia. Un’emigrazione pesantissima, perchè priva il nostro territorio di tutte le migliori energie necessarie a costruire il futuro.

Andando avanti di questo passo, in Molise resteranno solo vecchi e bambini, una desertificazione umana. I numeri parlano chiaro: nell’anno 2018, secondo una stima per ogni mille residenti, il Molise è la regione che ha subito la maggiore variazione della popolazione, con il -7,7 per mille. Al 1° gennaio 2019, infatti, secondo i calcoli dell’Istat che ha pubblicato le stime per il 2018, risultano 306.100 abitanti, circa 2.400 persone in meno rispetto allo scorso anno.

L’emergenza demografica non è solo un dato statistico è il risultato delle carenze storiche che colpiscono il nostro territorio da decenni. Pessimi collegamenti viari e ferroviari, mancanza di un aeroporto, carenze nella rete sanitaria, crisi economica irreversibile che, dal 2008, schiaccia l’economia e le imprese molisane.

Perchè quindi restare in Molise e non andar via?

Speriamo che Giuseppe Conte, oltre a parole e speranze, distribuisca anche idee e progetti utili a invertire una rotta che porta dritti alla morte annunciata dell’autonomia regionale.

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