Pubblicato: giovedì 07 febbraio, 2019 - Tempo di lettura: 3 min.

Sanità: parlano i Commissari. Giustini e Grossi preannunciano sacrifici: aliquote fiscali al massimo e blocco delle assunzioni

di PASQUALE DI BELLO

Sanità. Parlano per la prima volta i Commissari. Secondo Giustini è Grossi la strada per il Molise è tutta in salita. La previsione è quella di aliquote fiscali al massimo, conferma del blocco delle assunzioni ed interventi incisivi per la riorganizzazione della rete ospedaliera, di quella della emergenze e patologie tempo – dipendenti. E’ polemica sulla richiesta di una segreteria particolare per la struttura commissariale.

Al terzo piano di via Genova, sede della Regione Molise fa caldo. Il giallo della stufetta, paventato da Luigi Di Maio come atto di bullismo verso i Commissari alla Sanità in Molise, è poco più che una barzelletta come gli interessati stessi minimizzano. Su quel piano, per un guasto, sono in tanti con le stufette tra i piedi.

Nonostante tutto, l’aria è torrida quando si parla di Sanità molisana. Angelo Giustini e Ida Grossi, Commissario e sub Commissario alla Sanità, parlano per la prima volta davanti ad una telecamera e mettono in chiaro subito che la strada in salita e la situazione è complessa. Il Piano operativo straordinario, quello che assicurava al Molise risorse aggiuntive, è scaduto lo scorso 31 dicembre e quello che si prevede per il triennio 2019/2021 è uno scenario di imposizioni draconiane. Aliquote fiscali ai massimi livelli per i molisani e blocco delle assunzioni nel comparto sanitario, tanto per citare due delle mannaie in arrivo sul collo del sistema.

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“Dal 2007 ad oggi sono passati dodici anni – dice Giustini – si sono fatte cose buone e meno buone. Adesso bisogna usare la massima concentrazione ma non si può risolvere in poco tempo l’accumulo di dodici anni”. Poi aggiunge: “Al 31 dicembre 2018 è scaduto il Piano Operativo Strordinario per il rientro dal deficit sanitario. Adesso non ci saranno più risorse straordinarie. Se i conti non quadrano, il piano operativo ordinario 2019/2021 vedrà ancora il blocco delle assunzioni e il massimo delle aliquote fiscali”

Sui rapporti con la Regione Giustini minimizza le supposte tensioni. Ognuno gioca la sua partita, dice. “Noi siamo tecnici e ragioniamo in questa direzione, Di Maio fa politica. L’episodio legato al riscaldamento è una cosa vera ma simpatica. Nessun problema col presidente di Regione. Riceviamo molte persone e non tutte danno la stessa lettura delle cose, qualcuno ha visto la stufetta ed ha tratto considerazioni sue personali. Io e il mio vice non abbiamo detto nulla”.

Sul rapporto con i privati il Commissario resta abbottonato. “Mi riservo di intervenire successivamente – dice – ma cerchiamo di non demonizzare nessuno”.

Sulla stessa lunghezza d’onda del Commissario, anche il suo vice Ida Grossi. “In effetti i dodici anni trascorsi sono una anomalia. Stiamo cercando di capire. Quello che però mi interessa sottolineare è che la modalità di approccio ai problemi non può essere solo quella economico finanziaria. L’attenzione principale dovrà essere data ai servizi per i cittadini. E’ questa la nostra priorità. C’è molto da lavorare, sulla rete ospedaliera, su quella delle emergenze e delle patologie tempo-dipendenti e sul piano della medicina sul territorio. Noi cercheremo di rispondere con nuovo piano operativo 2019/2021”.

Da segnalare una polemica che rischia di scoppiare in queste ore. Il Commissario ha chiesto per la struttura la contrattualizzazione di un addetto stampa,di un collaboratore di segreteria e la disponibilità di un auto con relativo autista. Una richiesta che secondo alcuni stride con l’annunciata politica di sacrifici in arrivo per i molisani.

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