Pubblicato: martedì 05 febbraio, 2019 - Tempo di lettura: 4 min.

Dilettanti allo sbaraglio

di Angelo Persichilli

Non credo di essere prevenuto contro il governo Conte-Salvini-Di Maio e soprattutto nei confronti di quest’ultimo. Oltre ad avere adottato un atteggiamento di profonda attenzione, ho anche apertamente appoggiato alcune loro iniziative. Faccio questa premessa per mettere più in risalto la mia delusione per la decisione adottata dal governo di Roma, o meglio da Di Maio, nei confronti del Venezuela.

La decisione di non sfiduciare apertamente l’attuale dittatore Nicolas Maduro e di non riconoscere temporaneamente Juan Guaidò come presidente, ha distrutto tutta la fiducia che faticosamente, e meritatamente, si erano guadagnati.

Al di là della palese ignoranza sulla situazione in Venezuela e lo schiaffo agli emigrati italiani in tutto il mondo, tale decisione dimostra che tale governo non è affidabile.

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Le decisioni nel M5S non sono il frutto di una analisi seria e ponderata, ma il compromesso tra alcuni giovani esponenti che hanno qualità manageriali limitate, interessi diversi se non opposti e comunque confusi e in comune solo una illimitata ambizione non suffragata da capacità intellettive.

Questo non significa un cambiamento di opinione sugli altri esponenti politici italiani di destra o sinistra. Infatti è il contrario. È proprio il loro vuoto intellettuale, ideologico e morale che ha portato prima al governo Di Maio e Salvini e ora offre al capo della Lega la possibilità proporsi come unico vero leader con un programma politico (condivisibile o meno) ben definito nella sostanza ma intelligentemente flessibile nei contorni. Se tale flessibilità sia solo strumentale o il segnale di un cambiamento del Salvini politico, bisogna aspettare ancora.

Nel frattempo spero che il governo italiano cambi questa assurda posizione nel momento in cui Il giudizio su Di Maio e compagni comincia ad essere ben preciso: dilettanti allo sbaraglio, ma soprattutto dilettanti presuntuosi.

Ecco cosa ha scritto nel suo sito Alessandro Di Battista intervenendo sulla questione venezuelana: “Ci vuole coraggio a mantenere una posizione neutrale in questo momento, lo so. L’Italia non è abituata a farlo. Ci siamo sempre accodati in modo vile agli ‘esportatori di democrazia’. E così continua: “L’Europa dovrebbe smetterla una volta per tutte di obbedire agli ordini statunitensi. Il mondo va avanti. Suggerisco coraggio e lungimiranza e soprattutto una difesa sostanziale dell’art.11 della Costituzione“.

È puro delirio pseudo-intellettuale.

Primo, la posizione europea non è stata concertata con gli Stati Uniti solo perché gli Stati Uniti, e il Canada, hanno in questo caso la stessa posizione. Seguendo la sua logica infantile si potrebbe anche affermare che la sua posizione sia stata coordinata con Putin.

Secondo, il M5S parla di promuovere iniziative di rappacificazione nazionale in Venezuela affermando comunque di non riconoscere né la presidenza di Guaidò, né quella di Maduro. Ma con chi vogliono trattare in Venezuela? Con Trump e Putin? Quale piano propongono? O neutralità è solo un vigliacco lavarsi delle mani?

Terzo, lo schiaffo agli emigrati italiani in Venezuela e a tutti gli italiani che vivono in tutto il mondo.

Ma lo sa Di Battista che la situazione in Venezuela è grave da venti anni?

È al corrente dei sacrifici che milioni di italiani hanno fatto per farsi una posizione in Venezuela e che sono stati defraudati, derubati dei loro averi e, in alcuni casi, uccisi?

È al corrente Di Battista che in Venezuela, uno dei Paesi più ricchi del mondo, la gente muore di fame?

È al corrente questo giovanotto presuntuoso che la democrazia non esiste da già decenni in Venezuela?

È al corrente che le istituzioni in Venezuela sono controllate la 22.000 ‘consiglieri’ cubani?

Dimenticavo, Di Battista parla dell’Art. 11 della Costituzione. Se non sbaglio credo sia il seguente: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Può spiegare Di Battista in quale parte di questo articolo si parla del Venezuela?

Primo, l’Europa non propone guerre per offendere la libertà del popolo venezuelano. Secondo, tale libertà i venezuelani l’hanno persa da tempo. Terzo, Di Battista non capisce che il caso venezuelano non è “una controversia internazionale” fra diversi Stati, ma si tratta di un problema umano dove un governo guidato da un dittatore e criminale sta affamando i suoi stessi cittadini.

Se a tutto questo si aggiunge che tra i cittadini venezuelani vi sono centinaia di migliaia di persone di origine italiana che chiedono ripetutamente aiuto, la posizione di neutralità farfugliata da Di Battista mette in evidenza la pochezza del M5S. Una organizzazione sulla quale milioni di italiani, in Italia e all’estero, avevano contato per attivare un cambiamento radicale nella politica della Penisola e che ora, clamorosamente e stupidamente, li tradisce.

In attesa che gli altri partiti, di qualsiasi colore, escano dal letargo e facciano qualche proposta seria, rimane Salvini. E Di Maio? È come il lenzuolo bianco immacolato usato per la proiezione dei film nella piazza del Paese: serve solo per visualizzare immagini da sogno.

Allucinante ma, purtroppo, è così.

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