Pubblicato: martedì 29 gennaio, 2019 - Tempo di lettura: 5 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Tra Salvini e Maduro, preferisco Salvini

di Angelo Persichilli 

Il problema di molti politici italiani (non uso il termine ‘sinistra’ in quanto non è più rappresentativo di una identità politica organizzata) è che vogliono governare dall’opposizione. Vogliono guidare una macchina sedendo nel sedile posteriore. Questo ingenuo stratagemma consente di evitare di assumersi responsabilità se l’auto va fuori strada e nascondere una ormai nota realtà: non sanno guidare. Ce lo ha insegnato la storia mondiale a partire dal crollo sovietico, fino alla catastrofe in Venezuela.

Questi imbonitori riciclano condivisibilissime idee sociali (tra l’altro vecchie di almeno 2000 anni) ma non hanno la minima idea di come sostenerle economicamente. Insomma, sanno fare comizi, ma non sanno governare.

Questi fallimenti hanno avuto, secondo loro, una sola causa: l’imperialismo americano. Credo invece che l’imperialismo americano abbia trionfato perché quello sovietico è stato incapace di creare una alternativa socialmente valida e sostenibile. La globalizzazione e la nuova tecnologia hanno fatto il resto.

È proprio il trionfo di politici come Trump, ma anche dello stesso Salvini e la raffazzonata alleanza con Di Maio, che sancisce il fallimento della politica di coloro che ora invocano democrazia e giustizia sociale dopo avere appoggiato dittature e creato povertà, di coloro che criticano senza autocritica, che denunciano senza proporre soluzioni valide.

Ora hanno fatto dei rifugiati la loro bandiera ma ignorano la causa del fenomeno e non hanno alcuna soluzione al problema di questi disperati.

Per molte di queste persone, coloro che muoiono di fame sono solo uno strumento per fare politica. La fame, purtroppo, è un problema di sempre, lo è stato anche nell’ultimo decennio con milioni di donne, bambini e anziani morti di fame in tutto il mondo, in Africa, nella Corea del Nord e in tanti altri Paesi oppressi da governi di tutti i colori, inclusi quello francese, spagnolo, tedesco e l’Europa in generale.

Ora si interessano agli sbarchi nel Mediterraneo, ma solo fino a quando cade il governo Salvini-Di Maio, governo ritenuto responsabile della crisi europea, dei morti in Africa e, ovviamente degli sbarchi. Come se questo governo avesse governato l’Italia negli ultimi 50 anni.

Ma se la crisi dei rifugiati poteva mascherare il vuoto ideologico e opportunismo politico, la crisi in Venezuela ha costretto loro a buttare la maschera.

Qualcuno ha scritto che la colpa è degli americani sempre in cerca di petrolio. Frasi simili mettono in mostra l’ignoranza politica di chi le fa, o la loro malafede.

Gli americani sono stati mandati via dal Venezuela e molti di quelli che applaudivano all’epoca Chavez ora sperano in un loro ritorno. La colpa di ciò che sta accadendo in Venezuela è della sinistra locale guidata da Cuba. In un articolo di un giornale spagnolo si elogia Luis Almagro, attuale presidente dell’Organizzazione degli Stati Americani, per avere “finalmente avuto il coraggio di svelare l’orribile verità che ha portato nel nostro Paese la dura crisi che sta affamando e spinto verso la miseria milioni di venezuelani, mentre altri hanno deciso di emigrare creando il più grande esodo migratorio subito da un intero Paese durante questo secolo”.

In particolare, si denuncia “l’infiltrazione di 22.000 funzionari della dittatura comunista di Castro in posizioni strategiche del potere per manipolare e sottomettere un’intera nazione, spogliata delle sue leggi, economia, lavoro, istruzione, cultura, stile di vita e modo di produzione, è senza dubbio un evento della guerra moderna, vinto dall’intruso cubano”.

Ma per la CGIL è tutto falso. Il congresso di questo sindacato la scorsa settimana afferma che “visto quanto accade in Venezuela, secondo i propri principi di libertà, democrazia e solidarietà, approva una mozione di condanna verso l’autoproclamazione Juan Guaido a presidente e le ingerenze straniere verso la presidenza democraticamente eletta di Maduro”.

Libertà e democrazia sono parole che non dovrebbero stare in una frase dove si parla di Maduro. Il governo cubano ha creato, aiutato e sostenuto gli attuali dirigenti creando fame e terrore in uno dei Paesi più ricchi del mondo; ma la CGIL parla di “ingerenze” senza fare nomi e senza condanna, parla di democrazia sostenendo chi, come Maduro ha tolto libertà, pane e dignità al popolo venezuelano. L’ufficio stampa di Stalin non avrebbe fatto meglio.

Dopo il fallimento di una ennesima rivoluzione in nome di un ideale che non sanno gestire e definire, danno sempre la colpa agli altri.

Tali comportamenti deliranti fanno capire che i vari Trump o Salvini o Putin saranno al potere ancora per molto tempo per mancanza di alternative serie. C’è solo la vecchia politica del bipolarismo ideologico che, quando esisteva, ha portato il mondo sull’orlo della guerra atomica e, ora che non esiste se non nella mente di molti nostalgici, al disastro economico e sociale mondiale.

Non sono mai stato di destra e sono stato sempre molto critico della sinistra. Ero democristiano e, dirà qualcuno, che era anche peggio. Oggi sono ancora critico della sinistra ma per motivi diversi. Credo nella democrazia, quindi nel dibattito e nell’alternativa. Sono arrabbiato con la ‘sinistra’ in quanto incapace di offrire una alternativa democratica valida. Una democrazia si basa sull’alternanza di forze politiche tra governo e opposizione. Il trio Salvini-Di Maio-Conte ha messo a disposizione degli italiani un loro piano. Coloro che sono favorevoli lo voteranno nel futuro, ma chi è contrario per chi vota?

Per colpe che non hanno niente a che fare con Salvini e altri, questi individui hanno fallito, continuano a farfugliare programmi e litigare tra di loro cercando unità solo negli attacchi contro l’attuale governo.

Posizioni come quelle della CGIL sul Venezuela costringono persone come me a fare una scelta antica tra Maduro e Trump, tra Berlusconi o Salvini. E questo mi deprime terribilmente; mi costringono a tornare su una vecchia trincea in cui non mi riconosco più perché ritengo superata e pericolosa.

Una cosa è certa: se la ‘sinistra’ (si fa per dire) crede di tornare al governo costringendo a scegliere tra Salvini e i sostenitori di Maduro, Salvini può stare tranquillo.

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