Pubblicato: giovedì 17 gennaio, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Molise Dati e PA Digitale Adriatica, lo scontro continua. Toma pronto a sfrattare la società privata

di GIOVANNI MINICOZZI

Una storia infinita quella tra la società in-house della Regione, Molise Dati, nata per la gestione di tutti i servizi informatici dell’Ente e la PA digitale Adriatica che nel corso degli ultimi anni ha, di fatto, sostituito l’azienda pubblica nelle sue funzioni con l’appoggio del governo regionale di centrosinistra, fatturando svariati milioni di euro pagati con i soldi dei molisani e senza alcuna gara a evidenza pubblica.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ennesima determina firmata dal dirigente del servizio Bilancio e Patrimonio del Consiglio regionale con la quale è stata revocata la gestione “delibere e determine” alla Molise Dati e assegnata alla società privata PA Digitale Adriatica dalla quale è stato anche acquistato un software pagato oltre trentamila euro.

Dopo l’ennesimo scippo Molise Dati, difesa dall’avvocato Pino Ruta, ha impugnato la determina presso il Tar del Molise. I giudici amministrativi però non hanno concesso la sospensiva, come richiesto dal legale pur riconoscendo il danno minimo arrecato alla società in-house, ma hanno fissato l’udienza di merito per il prossimo 6 marzo 2019. Peraltro, a succhiare soldi pubblici non e’stata solo la PA Digitale Adriatica ma anche la Zucchetti Molise e la Spectre s.r.l., entrambe riconducibili ai due soci della PA Digitale Adriatica, ovvero Massimo Palange e Tommaso Ramacciato.

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Nel frattempo, la contrapposizione tra la Molise Dati e le aziende private potrebbe essere arrivata a una svolta decisiva. Secondo i bene informati, infatti il Presidente della Regione, Donato Toma, sarebbe in procinto di revocare tutti i servizi concessi in appalto e senza gara alla PA Digitale Adriatica (la quale svolge anche attività di formazione per conto della Regione ovviamente ben remunerata) per assegnarli alla Molise Dati. Se ciò fosse vero sarebbe un atto pregevole del governatore Toma finalizzato a ridare un ruolo strategico alla società in-house nel delicato compito di gestire i servizi informatici della Regione. Giova ricordare, infine, che anche la Corte dei Conti negli ultimi anni ha sempre contestato l’illegittimità del ruolo assegnato nella gestione dei servizi alle società private, senza gare a evidenza pubblica, pur disponendo di una società in-house a ciò preposta.

Dunque il tempo delle vacche grasse, nella gestione dei servizi informatici, per le società private sta per terminare.

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