Pubblicato: mercoledì 02 gennaio, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Comune di Campobasso, Battista agli assessori: scoprite le carte!

La prima mossa l’ha fatta il sindaco. E giocando d’anticipo ha anche sfruttato il fattore sorpresa. Perché se più di qualche esponente della maggioranza di centrosinistra stava meditando sulla propria collocazione futura, e le voci ormai si inseguivano nei corridoi di palazzo San Giorgio, con l’azzeramento della giunta il sindaco ha di fatto tracciato una riga: o di qua o di là.

Antonio Battista ha ben chiaro lo scenario che ha davanti, con le sirene del centrodestra che suonano una musica più che accattivante, alcuni consiglieri e qualche assessore della attuale maggioranza ha drizzato le antenne. Prima gli ultimi risultati elettorali, poi i sondaggi hanno convinto più di qualcuno a mettere da parte i discorsi sull’appartenenza politica e a farsi i conti in saccoccia. E così, il partito del chi me lo fa fare conta sempre più iscritti.

Azzerata la giunta, il sindaco, che ha conservato per sé tutte le deleghe, ha chiesto agli assessori una dichiarazione scritta, un patto di fine legislatura, per avere accanto fino alla scadenza del mandato gente che rema nella stessa direzione. Chi non firma è fuori dalla giunta, ma non sarà sostituito.

Al tavolo di questa mano di poker ci sono almeno tre assessori, De Bernardo, Ramundo e Colagiovanni indicati dagli osservatori politici come i probabili autori del bluff. Pronti, cioè, a traslocare in qualcosa di diverso dal centrosinistra. Ma il rilancio di Battista potrebbe in qualche modo avergli scombinato i piani, a così tanta distanza dalla campagna elettorale che, a questo punto, rischierebbero di condurre senza una delega di assessore tra le mani. E in politica quattro, cinque mesi sono un tempo astronomico.

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La giocata d’anticipo del sindaco, a questo punto, potrebbe avergli garantito almeno un vantaggio: quello di costringere assessori e consiglieri a scoprire le carte.

Le aspirazioni a correre da sindaco di Salvatore Colagiovanni sono abbastanza note, così come la vicinanza alla Lega di De Bernardo e i dubbi di Ramundo. Secondo voci di palazzo anche la candidatura alla segreteria del Pd di Michele Durante rientrerebbe in questa stessa partita. Un nome di meno in quello che si prevede un parterre affollato di candidati a sindaco. E, anche su questo, Battista è stato subito chiaro: servono dieci anni per completare un lavoro. Mettendo il suo nome nella rosa.

Giovanni Di Tota

 

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