Pubblicato: giovedì 13 dicembre, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Imprese edili e disoccupati alla canna del gas, Natale a luci spente. Di Niro: “La Regione non risponde”

DI GIOVANNI MINICOZZI

Il Natale è alle porte ma per molti sarà ancora una ricorrenza mesta, grigia, misera. Migliaia di lavoratori in difficoltà che attendono da anni risposte dalla Regione senza considerare il numero impressionante di molisani, oltre centomila, che vivono nella povertà e nel disagio sociale. Poi ci sono le imprese che falliscono per crediti non riscossi dalle pubbliche amministrazioni e che non sono in grado di pagare gli stipendi. Il caso più eclatante è rappresentato dalle imprese edili che vantano un credito di circa sessanta milioni di euro dalla Regione per la ricostruzione, già realizzata a loro spese, nel cratere sismico delimitato dal terremoto del 2002. Addirittura l’associazione costruttori edili del Molise, l’Acem, ha messo in campo una protesta originale acquistando spazi sui giornali locali per sensibilizzare la Regione a pagare prima di Natale le spettanze maturate negli anni precedenti. Su questo tema è intervenuto il Presidente dell’Acem Corrado Di Niro:

La situazione delle imprese edili del Molise si è fatta complicata e difficile ultimamente. Si lavora e si riscuote poco in questa regione. Il nostro è un appello affinché nelle prossime ore, nei prossimi giorni si possano pagare le imprese che a loro volta devono pagare dipendenti e fornitori“.

Quanti sono i crediti che le imprese vantano dalla Regione per la ricostruzione post-sisma del 2002?

Con la ricostruzione abbiamo all’incirca una produzione media mensile di cinque milioni di euro al mese, quindi rifacendo il conto in un anno sono sessanta milioni di euro e le difficoltà che si hanno sono tante. Lei può immaginare il non riscuotere a Natale quello che può provocare all’interno delle imprese ma anche all’interno delle famiglie degli operai e dei fornitori, è tutto complicato!

La ricostruzione è ripartita nel cratere sismico del 2002?

Sì, bene o male noi qualcosa stiamo facendo, stiamo andando avanti ma il sistema della rendicontazione che adesso è in piedi, che a nostro avviso non funziona perché non si possono prima eseguire i lavori, rendicontarli e poi pagare quelli realizzati in precedenza anziché l’ultimo lavoro che si è fatto. Appunto dicevo questo sistema non funziona e ne va messo su un altro che possa garantire il pagamento all’impresa in tempi celeri. Non dico i trenta o sessanta giorni della Comunità Europea che ci obbliga a rispettare, ma comunque avere un tempo certo di due o tre mesi in maniera tale che l’impresa ci possa contare“.

Le imprese vantano altri crediti verso le pubbliche amministrazioni oltre alla ricostruzione?

Ci sono quei lavori fatti, quei lavori eseguiti alcuni andati in perenzione quindi parliamo di tre, di quattro anni fa che in una piccola parte sono stati pagati ma ci sono ancora da pagare qualcosa come sette milioni euro. Ripeto, di tre o quattro anni fa e poi ci sono i lavori che la Regione oppure clienti attuatori a cascata dalla Regione, appaltano e che hanno ritardi di diversi mesi“.

Che risposta avete avuto dalla Regione?

Ma fino adesso nessuna. Io mi auguro che nelle prossime ore, nei prossimi giorni ci sia una presa di forza e sono convinto di questo che il Presidente lo faccia in maniera tale da dare una mano alle imprese edili che stanno dando tutto quello che hanno“.

Anche noi siamo certi che la sensibilità del Presidente Donato Toma consentirà alle imprese e ai loro dipendenti di trascorrere un Natale tranquillo.

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