Pubblicato: venerdì 23 novembre, 2018 - Tempo di lettura: 5 min.

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di Angelo Persichilli

L’Inghilterra non vuole nuovi rifugiati ed esce dall’Europa? Problema politico interno.

L’Italia limita l’arrivo di nuovi rifugiati e non esce dall’Europa? Disastro mondiale con l’Italia antieuropea e razzista. Dimenticavo fascista.

La Germania chiede all’Europa soldi per salvare le banche tedesche usando Atene come paravento? È politica economica.

L’Italia chiede flessibilità per gestire il debito e cercare di stimolare l’economia? Politica irresponsabile (e fascista).

La sinistra (anche se non capisco più quale sia la sinistra) attaccava i precedenti governi perché seguiva la politica di austerità dell’Europa penalizzando gli italiani? Au contraire, ora che il governo italiano contesta l’austerità economica europea, sono tutti ultraeuropeisti (e fascisti).

Parentesi personale: sono contro il piano economico di Conte. Sono sempre contrario a spendere soldi pubblici che non si hanno e non credo nel reddito di cittadinanza. Principio ottimo, come d’altra parte lo è quello delle pensioni, il problema è la gestione. Immettere nella spesa pubblica 10 miliardi di euro in un sistema ancora corrotto, che sarà lo stesso che ha gestito le pensioni, aiuterà qualcuno, ma darà più opportunità ai corrotti di rubare e ai furbi di continuare a vivere sulle spalle della società. Bisogna prima riformare chi lo gestisce e, diciamolo, i furbetti che ne dovrebbero usufruire, tipo falsi non vedenti che guidano auto o falsi disabili in bicicletta. Occorre prima un senso civico dove l’interesse collettivo viene prima dell’interesse personale. In Italia vige ancora l’interesse per il reddito del singolo, non per la cittadinanza.

Fatta questa precisazione, torniamo all’attuale governo. Contestare un piano economico ci può stare, si può sempre dibattere sulle priorità e sui contenuti, ma alzare le barricate radicalizzando le differenze, usando l’europeismo per demonizzare gli avversari, non è un esempio di grande democraticità.

Già, l’Europa. Sono un convinto europeista, ma sotto attacco non è l’Europa, ma il dominio e la gestione fallimentare dell’asse franco-tedesco.

L’Europa fino ad oggi è servita principalmente a sostenere le esigenze di megalomania politica della Francia e a proteggere il potere economico della Germania. L’Inghilterra, bontà sua, si è sentita sempre la prima della classe con o senza l’Europa; anzi, appena si è vista imporre qualcosa da Bruxelles (per esempio l’accoglienza ai rifugiati) ha votato, sbagliando, per la Brexit.

E l’Italia? Giullari alla corte del duo Macron-Markel. Due regnanti senza regno con il primo preso a pernacchie dagli stessi francesi e la seconda cacciata dai tedeschi. E ora, riflettiamoci, questi perdenti internazionali vengono a dire agli italiani cosa devono fare.

Come mai osano?

Perché sanno che gli italiani sono malati di ideologie obsolete e dibattono beghe del passato, invece di programmare il futuro. Si accapigliano per difendere l’alberello dietro casa e non vedono che la foresta è in fiamme.

E, sia chiaro, il problema italiano non è solo la retorica della sinistra fantasma, è una epidemia che non ha barriere ideologiche.

Qualche esempio. Berlusconi fa l’europeista o l’antieuropeista a seconda se si trova al governo o all’opposizione, proprio come la sinistra.

I grillini parlano di crociata contro di loro al governo, ma quando erano all’opposizione facevano la stessa cosa. Fino a qualche anno fa erano gli eroi della stampa estera, soprattutto inglese, che usava loro per sbertucciare gli italiani nel mondo e i loro governi.

Lega e M5S, all’opposizione, attaccavano la RAI perché lottizzata; ora, al governo, che fanno? Lottizzano.

La Lega, che qualche anno fa riteneva il Sud una cloaca sociale e un buco nero economico per “Roma Ladrona” (a proposito, il Senatur, che aveva coniato questo slogan, è stato condannato per truffa), ora si affida al Sud per aumentare i consensi.

Certo, ora al posto di Bossi c’è Salvini, al posto di Berlusconi c’è Berlusconi e al posto di D’Alema c’è…non lo so, fate voi, Di Maio, Fico o Zingaretti; ma le cose non sono cambiate molto.

Vedo persone che criticano gli sprechi e difendono i poveri, ma troviamo i loro nomi nella lista di quelli che prendono le pensioni d’oro. E, se qualcuno predica onestà, gli viene ricordato che lo zio non pagava le tasse o l’amico del padre è un ladro.

La politica, mascherata di divergenze ideologiche che nessuno sa più spiegare, prende il sopravvento su tutto.

I termini antifascista e anticomunista sono strali di una macchina lancia-letame per riciclare coscienze sporche da peccati storici di cui nessuno si vuole farsi carico.

Vi sono politici che hanno sostenuto dittatori e dittature di vario colore che oggi si presentano col volto da verginelle predicando democrazia e libertà pronti, come direbbe il grande Troisi, a ricominciare da tre. Perché non da zero?

Per esempio, ho letto che ora qualcuno vuole andare avanti tornando indietro verso Gramsci (di questo ne riparleremo). Visto che ci siamo, spieghino anche a chi mandiamo il conto delle malefatte di Stalin e Togliatti, da molti di loro sostenuti e osannati come campioni di libertà e democrazia e mai rinnegati.

Si getta letame su tutti per rinforzare la politica del ‘tutti onesti e tutti colpevoli’, creare cioè una morale posticcia per chiudere le porte delle patrie galere e tenere aperte quelle della cassaforte con i soldi del contribuente.

Certo, il contribuente ha le sue colpe e spesso si abbevera lui stesso nel trogolo del malaffare con la scusa che “purtroppo se non fai così non si va avanti” oppure “è inutile mettersi contro quelli”, senza ovviamente spiegare chi siano “quelli”.

E allora? Chi è senza peccato scagli la prima pietra, certo; ma se si mira in alto il margine di errore si restringe.

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