Pubblicato: venerdì 30 marzo, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Consiglio regionale al capolinea, legislatura burrascosa da dimenticare. Tra leggi pro casta e delibera bavaglio

di GIOVANNI MINICOZZI

Dopo cinque anni di mandato il consiglio regionale di fatto è sciolto e ha perso la sua funzione legislativa. Sono stati cinque anni ,per lo più, infruttuosi sia per le leggi approvate sia per le risposte non date ai tanti lavoratori che hanno manifestato reiteratamente dentro e fuori Palazzo d’Aimmo per tentare di risolvere il dramma del lavoro perso con migliaia di famiglie in difficoltà che non riuscivano e non riescono a mettere insieme sulla tavola il pranzo con la cena. Gam, Zuccherificio, ex Ittierre, korai, settore dell’edilizia, piccole imprese, commercio, turismo, precari della Protezione civile, della sanità, di Molise Dati, Egam, Disabili e chi più ne ha più ne metta. Aziende chiuse e lavoratori abbandonati al loro destino dalla politica regionale che non ha saputo o non ha voluto trovare soluzioni adatte per fronteggiare tante emergenze. Tra le leggi approvate dall’aula spiccano invece le nuove indennità dei consiglieri regionali, la modifica dello Statuto con il quinto assessore, l’incompatibilità tra consigliere e assessore prevista dalla nuova legge elettorale, la legge che ha smantellato ,dì fatto, il servizio di protezione civile, il nuovo piano sanitario approvato con legge dal Parlamento italiano nel silenzio quasi generale del consiglio regionale esauturato da una sua competenza specifica. Per non parlare poi delle consulenze e degli incarichi ad personam concessi dal governo Frattura per centinaia, di migliaia di euro ignorando la professionalità acquisita da funzionari e dirigenti regionali. Ma la ciliegina sulla torta fu messa dall’ ufficio di Presidenza del consiglio regionale con la famigerata delibera “bavaglio ” approvata l’11 Ottobre del 2013 per difendere – scrissero- l’ onorabilità dell’Istituzione regionale. Una delibera di stampo neofascista per tentare di tappare la bocca ai pochi organi di informazione che raccontavano le malefatte relative ai nuovi stipendi e per difendere l’indifendibile sull’indennità dei portaborse poi abrogata a furor di popolo e con l’intervento decisivo delle Iene. Come se non bastasse tutto questo alla fine del mandato, scaduto il 25 Febbraio, la casta di Palazzo d’Aimmo sì è liquidata lo stipendio di Marzo e lo farà anche per il mese di Aprile con un aggravio per le casse pubbliche di oltre cinquecentomila euro. A tal proposito Michele Durante ha ricordato di aver depositato in tutti i Comuni una proposta di legge di iniziativa popolare per evitare che ciò si ripeta nei prossimi anni. Insomma un consiglio regionale da dimenticare in fretta con l’opposizione, M5s compreso ,che non sempre ha svolto il proprio ruolo. Non ci resta che confidare nella nuova classe politica per dare al Molise ciò che merita , ma questo dipende dai Molisani.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

XHTML: Puoi utilizzare i seguenti tags html: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 



Il Giornale del Molise - reg. Tribunale di Campobasso n. 269 del 11/10/2001- Editoria: Editoria Innovazioni Sviluppo srl - via San Giovanni in Golfo ZI - P.IVA 01576640708
Editorialista: Pasquale Di Bello - Direttore responsabile: Manuela Petescia

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi