Pubblicato: giovedì 31 Luglio, 2014 - Tempo di lettura: 2 min.

Evasione fiscale, disegnatore d’interni denunciato dalla Finanza di Isernia

La Guardia di finanza ha denunciato un disegnatore di interni, residente in provincia di Isernia, che dal 2009 al 2013 non ha presentato le dichiarazioni fiscali, nascondendo al fisco 800mila euro. Stando alle indagini condotte dalle fiamme gialle, il professionista, per sfuggire all’attenzione del fisco italiano, aveva fatto confluire su un conto corrente aperto nella repubblica di San Marino le somme percepite per una serie di lavori svolti all’estero. “Le riconosciute competenze nel settore dell’interior design -si legge in una nota – hanno consentito al professionista in questione di esercitare la propria attività sia in Italia che all’estero. In particolare, l’italian style era particolarmente apprezzato in alcuni paesi dell’Europa orientale, tanto da consentirgli di creare una stabile organizzazione a cui si rivolgevano gli appartenenti al ceto più abbiente, che potevano permettersi le sue prestazioni professionali.Ma le sue attività non sono sfuggite alle attenzioni delle Fiamme Gialle di Isernia, le quali hanno accertato che per ben cinque anni consecutivi, dal 2009 al 2013, un cittadino residente in provincia di Isernia, pur avendo prodotto redditi per circa ottocentomila euro, non ha presentato le relative dichiarazioni fiscali. Dopo una meticolosa attività ispettiva, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, grazie anche al penetrante strumento investigativo delle indagini finanziarie, hanno ricostruito i flussi monetari del professionista, il quale, pensando forse di sfuggire all’attenzione del fisco italiano, aveva fatto confluire su un conto corrente sammarinese – individuato dalle Fiamme Gialle – centinaia di migliaia di euro di proventi percepiti all’estero. Per tali motivi il professionista è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Isernia per aver omesso di presentare la dichiarazione dei redditi per l’anno 2010, reato per cui è prevista la reclusione da uno a tre anni e la possibilità di sottoporre a sequestro per equivalente l’illecito profitto. Per le altre annualità, non rientrando nelle casistiche perseguite penalmente, sono state avviate le procedure per il recupero a tassazione dei proventi nascosti al fisco”.

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Editorialista: Pasquale Di Bello - Direttore responsabile: Manuela Petescia

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