Pubblicato: martedì 31 Dicembre, 2013 - Tempo di lettura: 2 min.

Accoglienza dei profughi in Molise, dopo il video shock di Lampedusa l’assessore Petraroia chiede di accelerare i progetti

Lo sdegno suscitato dal video shock sulle condizioni disumane in cui si trovano gli immigrati nel centro di accoglienza di Lampedusa deve indurre tutte le istituzioni nazionale ad andare oltre l’emotività e oltre la rimozione dei responsabili che non può diventare un alibi per i ritardi organizzativi più generali del sistema Italia su queste delicatissime materie.

Da questa considerazione il vicepresidente della Giunta regionale, Michele Petraroia si è rivolto al Governo centrale, all’arcivescovo Bregantini e al Prefetto di Campobasso per dare impulso ai progetti di accoglienza previsti in Molise e sanciti dalla conferenza unificata lo scorso luglio.

Con tale provvedimento, infatti, tutte le regioni italiane insieme ai Comuni hanno condiviso una rete solidale e virtuosa che distribuisce il carico dell’accoglienza umanitaria su tutto il territorio nazionale.

Nella lettera Petraroia ricorda che, nonostante la crisi senza precedenti, il lavoro che non c’è e le sue striminzite dimensioni il Molise ha offerto la propria disponibilità ad accogliere i migranti seguendo due strade, una riguarda 17 Comuni che hanno risposto al bando Sprar del Ministero dell’Interno e una, quella più impegnativa, che riguarda il recupero del villaggio provvisorio di San Giuliano di Puglia. Qui il Governo ha previsto un progetto pilota di centro di prima accoglienza dove i profughi verranno censiti per poi essere trasferiti in altre strutture.

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Ogni adempimento – ha osservato l’esponente regionale – è stato fatto per consentire di ristrutturare il villaggio e agevolare l’avvio dei progettti di integrazione, inclusione sociale e accoglienza umanitaria in una logica di contribuire alla soluzione di problematiche che interrogano le coscienze di ogni uomo e di ciascun amministratore.

Secondo Petraroia è dunque arrivata l’ora delle responsabilità e della traduzione operativa degli impegni assunti dal Governo nazionale e dagli enti locali in modo da attrezzare un sistema di accoglienza degno della storia e della civiltà del nostro Paese.

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