Questa Regione non si salverà

di Paolo Frascatore

Aldo Moro aveva detto: “Questo Paese non si salverà…..” Nel Molise ormai terra di conquista e di scorribande possiamo parafrasare con l’assunto: questa Regione, purtroppo, non si salverà, né a destra, né a manca.

Paolo Frascatore

Non c’è certo da meravigliarsi! Sapevamo e conoscevamo le doti poco lungimiranti del neo segretario del PD, Enrico Letta, della sua scarsa propensione ad interpretare la bussola politica di un Partito che ormai non è più né carne, né pesce e che vive ancora grazie alla sua ostinata professionalità di Partito di Governo.

Una professionalità che il leader democratico nazionale tenta di riconquistare anche nel Molise elargendo incarichi ad ex renziani di ferro che, a legislatura ancora in corso ma quasi ultimata, non si arrendono al miraggio parlamentare.

Per la verità ci aveva già provato nel 2013 e poi nel 2018, ma probabilmente la sfortuna gioca spesso tiri mancini anche ai rappresentanti della sinistra.

Nel 2013 la gioia fu grande quando arrivò in Molise un paracadute direttamente da Piazza del Nazareno con destinazione Calabria. Renzi aveva colto allora nel segno! Una sua attivista molisana da eleggere nella Regione del profondo sud con una significativa posizione privilegiata nella lista PD del Senato. Tanto privilegiata da far commentare a caldo alla fortunata molisana: “Sono candidata in posizione eleggibile, finalmente il Molise avrà una sua voce anche al Parlamento”. Eh già! Il Molise con i voti dei cittadini calabresi.

Non necessita citare altre dichiarazioni per comprendere il costrutto politico di certi personaggi nostrani che non si arrendono mai, anche a fronte di eclatanti sconfitte, perché in definitiva quello che conta è l’arrivismo personale, costi quel che costi.

Oggi i democrat di Letta compiono ulteriori passi significativi in vista delle elezioni politiche del 2023. Ma significativi sull’onda di una dèbacle che si annuncia con largo anticipo e che acclara le scarse doti dell’ex presidente del Consiglio come capo di un Partito.

Non siamo dei chiromanti e, dunque, non possediamo la famosa sfera di cristallo, ma in questa regione vi è un vecchio saggio detto che recita: “il buongiorno si vede dal mattino”.

E proprio in virtù di questo saggio proverbio non è difficile immaginare la fine della segreteria Letta dopo i risultati elettorali del 2023.

Il nostro non è né un auspicio, né un augurio, ma il termometro di chi vive quotidianamente in mezzo alla gente comune, alle difficoltà quotidiane di tanti, alle speranze ormai perdute di un popolo della sinistra che aveva sempre lottato per l’eguaglianza e per la giustizia sociale.

Principi e valori ormai in disuso nei nuovi rampanti democrat che alle sofferenze di un popolo, preferiscono vetrine, passerelle ed incarichi al fine di un successo tutto personale.

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