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Attualità - Evidenza - Isernia - 25 Novembre 2020

L’appello dell’Arma: “Non restare in silenzio, chiedi aiuto”

Per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne il Comando Provinciale Carabinieri di Isernia, alla guida del Tenente Colonello Gennaro Ventriglia, ha voluto sottolineare l’impegno quotidiano che tutti i Carabinieri, donne e uomini, pongono per contrastare tutti quei reati che vedono lesa la donna.

Il più grave in assoluto è quello comunemente chiamato “femminicidio”, in cui rientrano sia gli omicidi di donne che avvengono in ambito relazionale, passionale, familiare e di vicinato, sia quelli compiuti da uomini che fuori dal contesto relazionale agiscono poiché considerano le loro vittime (donne o transgender) “inferiori” in relazione alla loro appartenenza al genere femminile.

Nel corso del 2020, il Comando Provinciale di Isernia, con le compagnie di Venafro e Agnone in sinergia, ha proceduto per complessivamente circa 100 casi, riconducibili al fenomeno della violenza di genere, che hanno riguardato i maltrattamenti con lesioni verso familiari o conviventi, casi di violenza sessuale e atti persecutori o “stalking”, reato quest’ultimo che punisce quelle condotte reiterate di molestia o minaccia che causano rilevanti disagi psichici alla persona offesa. La puntuale attività investigativa dei Carabinieri ha consentito di identificare e denunciare tutti gli autori dei reati in materia di violenza di genere, due dei quali destinatari di misure di custodia cautelare in carcere.

L’invito dei Carabinieri è sempre quello di trovare il coraggio, da parte delle vittime, di denunciare e segnalare ogni episodio di forma di violenza o ogni anomalo disagio, consigliando di non confidare sui cambiamenti di carattere e di comportamento promessi da un uomo violento e non lasciarsi influenzare negativamente dalle sue offese e dalle sue minacce; in caso di ferite o lividi andare quanto prima al Pronto Soccorso di un Ospedale e dichiarare la verità;
chiamare appena possibile il “112”, Numero Unico Europeo per le Emergenze; rivolgersi ad appositi centri che possono dare consulenze legali, bancarie e psicologiche gratuite o contattare telefonicamente il servizio “1522” (gratuito e attivo 24h su 24), i cui operatori forniscono alle vittime , assicurando loro l’anonimato,  un sostegno psicologico e legale nonché l’indicazione di strutture pubbliche e private presenti sul territorio a cui potersi rivolgere.

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